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La moda sbarca online con un progetto internazionale

4 luglio 2017

Ventaglio, seconda metà del XIX secolo, tartaruga, madreperla, tulle ricamato, paillettes, Spagna, Legato Ettore Mentore Pozzi, 1932, Palazzo Madama - Torino

Sono oltre 180 le istituzioni culturali del pianeta – tra cui alcune eccellenze italiane – che hanno contribuito alla realizzazione di We wear culture, il nuovo progetto targato Google disponibile sulla piattaforma Google Arts & Culture. Il fil rouge che accomuna i protagonisti di questa iniziativa è la moda, cuore pulsante dell’archivio messo a disposizione degli utenti.

Grazie alle tecnologie di ultima generazione è possibile scoprire look e stili delle epoche più disparate, riunite attorno alle quattro sezioni principali del progetto – Le icone, I movimenti, Dietro le quinte, Le arti. Dall’antica Via della Seta agli abiti settecenteschi di Versailles, dal punk inglese alle sperimentazioni più contemporanee, l’orizzonte temporale e visivo preso in esame è davvero ampio.

Gli utenti possono così “navigare” fra i tacchi vertiginosi di Marilyn Monroe e il tubino nero di Chanel del 1925, tra le creazioni firmate Balenciaga e Dior e le estetiche underground di Vivienne Westwood, fino alle ricerche che guardano all’Oriente di Issey Miyake. Il tutto grazie alle potenzialità dell’universo digitale.

[Immagine in apertura: Ventaglio, seconda metà del XIX secolo, tartaruga, madreperla, tulle ricamato, paillettes, Spagna, Legato Ettore Mentore Pozzi, 1932, Palazzo Madama – Torino]