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Sulla costa d’Egitto riemerge Heracleion, la città scomparsa

4 gennaio 2018

Sembra non conoscere sosta la stagione positiva dei ritrovamenti archeologici in Egitto, Paese contrassegnato da un 2017 ricco di novità che non hanno mancato di sollecitare l’interesse del pubblico internazionale.
La prima notizia del 2018 proveniente dalla culla della civiltà egizia si carica tuttavia di una valenza non solo archeologica, andando a intrecciarsi con la storia, la mitologia e la geologia. Rimasta sepolta sotto la sabbia e dunque inaccessibile per 1200 anni, quella che per gli antichi greci fu l’epica città di Heracleion – nota come Thonis presso gli egizi – è parzialmente riemersa.

Secondo gli specialisti, l’agglomerato urbano sarebbe stato “inghiottito” dalle profondità del Mediterraneo in seguito a un terremoto o a un’altra catastrofe naturale. I risultati degli scavi condotti negli ultimi anni a largo di Abukir, una località non distante dall’attuale Alessandria d’Egitto, offrono oggi anche ai non addetti al settore un affascinante “primo sguardo” sulla misteriosa città.
Finora, a essere tornati alla luce sono stati oltre 60 relitti di navi, più di 700 ancoraggi, monete, stele giganti contrassegnate da geroglifici, manufatti di carattere sacro e altre testimonianze. Anche senza recarsi direttamente in loco, documenti fotografici e video disponibili nella mappa interattiva curata dall’European Institute for Underwater Acheology restituiscono i risultati conseguiti e un inquadramento storico. P

rotetti dalla sabbia, questi resti sono accomunati da un buon livello di conservazione, condizione ritenuta incoraggiante per proseguire le ricerche.
Solo ulteriori azioni di scavo permetteranno infatti di dissipare l’alone di mistero e i tanti enigmi attorno alla leggendaria Thonis-Heracleion, alle sue interazioni con il mondo ellenico e alla sua scomparsa.