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Archeologia: scoperta a Pompei una nuova domus affrescata

23 marzo 2018

Pompei

C’è anche l’ingresso di una domus, impreziosito da pareti affrescate a riquadri su fondo rosso e dall’immagine dipinta di una coppia di delfini, tra le novità emerse con l’avvio di una nuova e articolata campagna di scavo a Pompei.
Come annunciato da Massimo Osanna – direttore generale del Parco archeologico omonimo – nel sito della città sepolta dalla devastante eruzione del Vesuvio, avvenuta nel 79 dopo Cristo, “si torna a scavare su vasta scala, ma soprattutto con l’impiego di strumenti di nuova tecnologia messi al servizio dell’archeologia (dal drone al georadar) e il supporto di un team interdisciplinare. Oltre ai tecnici della conservazione, anche vulcanologi, paleobotanici, antropologi e archeozoologi.”

Esattamente 270 anni dopo il fortuito rinvenimento di alcuni reperti a Civita – una zona di Pompei – che portarono alla riscoperta dell’antica città e segnarono una tappa imprescindibile nella storia dell’archeologia, dal sottosuolo continuano a emergere testimonianze e reperti che, adeguatamente studiati, permetteranno di accrescere la conoscenza sul sito e i suoi abitanti.
In particolare, la nuova azione di ricerca si concentra su una superficie di oltre 1000 metri quadrati all’interno del Regio V; si tratta di una porzione del sito fin qui mai indagata, il cui cantiere è compreso in un intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo. Prosegue così, anche con questo tipo di attività, l’iter del Grande Progetto Pompei, tra i cui obiettivi rientra una vasta operazione di “mitigazione del rischio idrogeologico” finalizzata al consolidamento dell’intera area archeologica entro il 2019.

Nell’attesa, come prevedibile, lo scavo sta fornendo materiali di assoluto interesse per gli specialisti del settore. Oltre alla dimora privata già citata, infatti, sono riaffiorate “anfore, integre o frammenti, antefisse, decorazioni fittili, porzioni di stucchi, mattoni bollati“; inoltre, è stata “riportata in evidenza la stratigrafia vulcanica, con il livello di cenere sovrapposto agli strati di lapillo“. E, naturalmente, il processo è solo alla fase iniziale.