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A Bologna storie d’amore e guerra dal Giappone

26 marzo 2018

Yōshū Chikanobu (1838-1912) Tango Ama no Hashidate “Ama no Hashidate nella provincia di Tango” serie Meisho bijin awase, “Raffronto di belle donne e luoghi famosi” formato: ōban nimaitsuzuki tate-e tecnica: nishiki-e, stampa broccato editore: Matsuki Heikichi data: Meiji 31, 1898

C’è tempo fino al 9 settembre prossimo per apprezzare, raccolta in un’unica sede espositiva, una selezione di capolavori dei grandi artisti giapponesi dell’Ottocento, insieme a molte altre opere provenienti dal Paese del Sol Levante.
Per la prima volta a Bologna, nelle sale di Palazzo Albergati, si rivivono le suggestioni del periodo Edo, grazie agli oltre 200 lavori che compongono il percorso espositivo della mostra Giappone. Storie d’amore e guerra.

La sede espositiva bolognese propone dunque un viaggio a 360 gradi nella cultura del Giappone classico, offrendone un ritratto multiforme attraverso una pluralità di lavori artistici e ben 11 sezioni espositive.
La narrazione prende avvio con un’immersione nell’universo delle incisioni ukiyo-e, destinate a imporsi tra i linguaggi espressivi dell’inizio del XVII secolo per la loro accessibilità. Tecniche, autori, tirature, evoluzioni dello stile e, naturalmente, opere esemplari sono presentati in mostra, lasciando poi spazio anche ad altri tradizionali generi, tra cui il Surimono, che combina poesia e arte figurativa, e le stampe erotiche Shunga, letteralmente traducibili come “pittura della primavera”.

Piena visibilità viene inoltre offerta anche ai generi teatrali Nō e Kabuki – i due stili più importanti e longevi del Paese -, all’abbigliamento, con l’esposizione di kimono, ventagli e di abiti destinati ai leggendari guerrieri samurai. Senza tralasciare un focus sulle figure femminili e un’analisi del profondo legame con la Natura, da sempre analizzata anche per i suoi aspetti simbolici.
A chiudere questo excursus è l’avvento della fotografia. Il suo progressivo successo viene infatti indicato tra le cause del declino del genere ukiyo-e, del quale tuttavia i primi fotografi giapponesi subirono fascino e influenza.

Curata da Pietro Gobbi, studioso dell’arte giapponese, Giappone. Storie d’amore e guerra è affiancata da un robusto programma di attività didattiche e collaterali, che comprende la cerimonia del te, la creazione degli origami, laboratori per bambini, la dimostrazione della vestizione di kimono e molti altri appuntamenti.

[Immagine in apertura: Yōshū Chikanobu, Tango Ama no Hashidate (Ama no Hashidate nella provincia di Tango), serie Meisho bijin awase (Raffronto di belle donne e luoghi famosi), 1898]