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Il Burning Man Festival, dal Nevada a Washington

28 marzo 2018

FoldHaus, Shrumen Lumen, Burning Man Festival, 2016. Photo by Rene Smith

In attesa della prossima edizione dell’annuale Burning Man Festival – la psichedelica kermesse per la quale 75milapersone si danno appuntamento al Black Rock Desert, in Nevada, creando straordinarie architetture effimere – la Renwick Gallery di Washington ospita una mostra d’eccezione.
Per la prima volta la prorompente forza creativa dell’evento viene infatti declinata in un appuntamento espositivo, che cercherà di riportare in vita la cultura e lo spirito creativo di uno dei più influenti fenomeni dell’arte e della cultura statunitense contemporanea.

Al via il prossimo 30 marzo, la mostra No Spectators: The Art of Burning Man proporrà ai visitatori installazioni ambientali, costumi, gioielli, travestimenti, memorabilia e un’ampia selezione di fotografie e materiali d’archivio provenienti anche dall’esposizione permanente City of Dust: The Evolution of Burning Man.
Particolarmente nutrita la schiera degli autori in mostra; proprio per questo, la mostra osserverà due diversi periodi di apertura. Le opere di Candy Chang, Marco Cochrane, Duane Flatmo, Michael Garlington e Natalia Bertotti, Five Ton Crane Arts Collective, Scott Froschauer, Android Jones e Richard Wilks saranno visibili fino al 16 settembre; le opere di David Best, FoldHaus Art Collective, Aaron Taylor Kuffner, HYBYCOZO (Yelena Filipchuk e Serge Beaulieu), Christopher Schardt e Leo Villareal rimarranno visibili fino al 21 gennaio 2019.

[Immagine in apertura: FoldHaus, Shrumen Lumen, Burning Man Festival, 2016. Photo by Rene Smith]