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La Tunisia combatte la desertificazione con l’architettura

12 marzo 2018

Con un territorio in larga parte a rischio di desertificazione, la Tunisia sta elaborando programmi e azioni per arginare una problematica che potrebbe compromettere la vivibilità e la capacità produttiva del Paese, in un orizzonte temporale neppure troppo lontano.
Attraverso il progetto Acacias for All, Sarah Majida Toumi – unica donna araba inclusa nella lista dei 30 under 30 imprenditori sociali stilata da Forbes – sta operando da alcuni anni nel tentativo di rinnovare il settore agricolo del suo Paese, introducendo un nuovo approccio per arginare la desertificazione. A Bir Salah, nel villaggio d’origine della sua famiglia, sta prendendo forma un innovativo centro culturale progettato dallo studio di architettura Philippe Barrière Collective (PB+Co), di base a Tunisi.

Edificio-manifesto della volontà di realizzare un’innovazione sociale, agricola, artigianale e tecnologica, questo luogo punta a divenire un punto di rifermento per la comunità locale, in particolare per le donne. Denominato Sarah Mag Toumi Rural Agora, una volta ultimato comprenderà una pluralità di spazi e servizi e includerà una versatile struttura multifunzionale.
Con l’obiettivo di rispondere alle esigenze climatiche del contesto e in continuità con l’azione di cui è capofila la stessa Toumi, nella composizione del centro gli architetti hanno tenuto in alta considerazione i principi della progettazione sostenibile, ricorrendo – tra gli altri elementi – a sistemi di ventilazione trasversale e a materiali a basso costo.

Concependo “l’architettura come un esperimento in continua evoluzione“, lo studio Philippe Barrière Collective considera le sfide di carattere ambientale come una materia in grado di stimolare e rinnovare la disciplina, affinché anch’essa svolga un ruolo attivo in risposta alle crisi del nostro tempo.

[Immagine in apertura: photo by Yosri Boukadida]