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Bruno Munari. il “creatore di forme” in mostra a Milano

23 maggio 2018

La sua arte non ha segreti, è open-source. Le metodologie di ricerca sono ben spiegate, progetti e processi sono descritti nei dettagli. La sua arte è una sfida creativa ancora valida che ci spinge verso l’apertura e la condivisione di stimoli progettuali e poetici. Per Munari l’artista svolge una importante funzione sociale e l’estetica è condizione necessaria per comprendere meglio il nostro rapporto con il mondo e la natura”.
Con queste parole il curatore Luca Zaffarano parla di Bruno Munari, tra le personalità più significative del panorama novecentesco italiano.

A Milano, la Galleria 10 A.M. Art ospita la monografica Creatore di forme, una mostra che dal 25 maggio al 23 giugno condurrà i visitatori all’interno della complessità della ricerca sperimentale dell’artista e designer scomparso nel 1998. Il percorso espositivo, ritmato da una selezione di opere storiche e installazioni, punta a testimoniare come l’intera carriera di Munari sia stata caratterizzata da una costante indagine “su come una forma possa trasformarsi in un’altra“.
Tra i lavori esposti si segnalano una Macchina Aritmica del 1951, un esemplare di Concavo-Convesso – mai più esposto a Milano dopo l’antologica di Palazzo Reale del 1986 – e una Macchina Inutile del 1956. Inclusi anche un raro esemplare in lamiera verniciata della serie Sculture da Viaggio, la serie di acrilici Colori nella Curva di Peano del 1974 e una selezione di importanti esemplari di Xerografie Originali, risalenti agli anni Sessanta.

[Immagine in apertura: Bruno Munari, Concavo-Convesso, 1947, installazione alla Estorick Collection of Modern Italian Art, London 2012, photo by Pierangelo Parimbelli]