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Aperto per lavori: visite al Castello di Aymavilles durante il restauro

5 agosto 2018

Castello di Aymavilles (foto Enrico Romanzi)

Possibile chiudere un edificio storico, come un castello di antica origine, nel pieno della stagione turistica estiva? La risposta è scontata, perché nessun ente si sognerebbe mai di negare ai visitatori l’esperienza per la quale magari si sono recati fin lì. Allo stesso tempo, sorge un’altra questione di più difficile risoluzione: come conciliare allora la disponibilità nei confronti del pubblico con le esigenze di conservazione dello stesso monumento?

È davvero intelligente la mediazione escogitata dall’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, che per il Castello di Aymavilles ha lanciato l’iniziativa Châteaux ouverts, in corso fino al 26 agosto.
Invece di “chiudere per lavori”, insomma, il castello ha aperto le sue porte. Il suo restauro ha avuto infatti inizio nel 2013: un intervento complesso, volto a realizzare il futuro allestimento museale e assicurare ai futuri visitatori la visita dell’edificio in totale sicurezza.
L’apertura del castello quest’estate è quindi un’importante anteprima di quanto poi sarà possibile ammirare a operazioni concluse, che hanno interessato per esempio il recupero di vaste superfici dipinte in numerose sale della dimora, parte di una campagna di decorazione del castello intrapresa dal conte Vittorio Cacherano Osasco della Rocca-Challant nell’Ottocento. Il cantiere-evento mostra così i risultati dei recenti interventi conservativi, sia all’esterno che appunto all’interno del monumento.

Il castello di Aymavilles vanta in effetti una lunga storia, che affonda nel Medioevo – a cui risale la pianta stessa della fortezza – passando per l’edificazione delle torri angolari agli albori del Quattrocento, fino all’imponente intervento settecentesco e alle decorazioni già menzionate, volute dall’ultimo erede della nobile famiglia dei Challant così intrinsecamente legata alle sorti dell’edificio.

[Immagine in apertura: Veduta del Castello di Aymavilles, foto Enrico Romanzi]