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A Bologna arrivano i Maestri giapponesei Hokusai e Hiroshige

11 ottobre 2018

Da Boston a Bologna, sempre inseguendo la passione per il Giappone, in particolare per i due Maestri del cosiddetto Mondo Fluttuante: fino al 3 marzo prossimo, il Museo Civico Archeologico di Bologna si apre alla grande arte del Paese del Sol Levante, accogliendo la mostra HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. Capolavori dal Boston Museum of Fine Arts.

L’appuntamento, che si inserisce nel novero delle iniziative avviate nel 2016 in concomitanza con il 150esimo anniversario delle relazioni bilaterali Italia-Giappone, si concentra su due figure di assoluto rilievo dell’arte giapponese dell’Ottocento, con un’attenzione verso gli anni Trenta del XIX secolo.
È proprio in quella fase, infatti, che venne raggiunto l’apice della produzione ukiyo-e, grazie alla realizzazione di serie silografiche destinate ad affascinare anche il pubblico internazionale nei decenni successivi, con l’apertura del Paese all’Occidente. Quel fascino, con il passare degli anni, non si è mai interrotto e potrà essere ora rinnovato osservando la selezione di opere concesse per l’occasione dal Museum of Fine Arts di Boston. Arrivano per la prima volta in Italia circa 270 lavori, che nel percorso di visita – curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson – verranno presentati secondo 6 sezioni tematiche.

Accompagnata da un contributo video realizzato dalla Adachi Foundation, che analizza l’intero processo di stampa, e da una serie di eventi collaterali – laboratori, corsi tematici, eventi di cinema, cucina, manga e carta giapponese (aperti al pubblico di tutte le età) e legati alle tradizioni culturali e artistiche nipponiche – HOKUSAI HIROSHIGE. Oltre l’onda. Capolavori dal Boston Museum of Fine Arts unisce due artisti di grande notorietà.

Artefice della celebre serie Trentasei vedute del monte Fuji e di un’opera-icona dell’arte giapponese come La grande onda presso la costa di Kanagawa, Katsushika Hokusai si dedicò a raffinatissime rappresentazioni di soggetti eterogenei: dalle bellezze paesaggistiche e naturalistiche dell’arcipelago ai ritratti di di personaggi famosi o di luoghi legati alla tradizione letteraria e poetica; dalla rappresentazione di seducenti cortigiane e attori di kabuki fino alle visioni di mostri e spettri, riprodotti anche in maniera grottesca o comica.
Di qualche anno più giovane, il collega Utagawa Hiroshige offrì con la sua opera una rilettura di alcuni dei temi presi in esame dal “Maestro della pioggia e della neve“, senza rinunciare a mettersi alla prova con soggetti inediti. È il caso della serie
Cinquantatre stazioni di posta del Tōkaidō, considerata il suo capolavoro: edita inizialmente nel 1833-34, è stata ripetutamente proposta da Hiroshige con editori diversi e in formati diversi.