A Roma con Muti un Verdi da Oscar

26 novembre 2012


Un’opera tra le più sentite dal suo compositore, che non esitava a definirne il protagonista “uno dei figli più amati”. Un direttore tra i migliori al mondo, un cast eccezionale e un allestimento ideato da un tandem da Oscar. Fa le cose in grande Roma, che inaugura la stagione del Teatro dell’Opera con il “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi. Sul podio Riccardo Muti; alle scene Dante Ferretti, con l’arredamento scenico firmato dalla moglie Francesca Lo Schiavo.

Una coppia da Oscar, capace di conquistare per tre volte l’ambita statuetta dell’Academy. Un successo ottenuto la prima volta nel 2004, per le scenografie del “The Aviator” diretto da Martin Scorsese; e bissato, nel 2007, con le inquietanti atmosfere della Londra ottocentesca ricreate per lo “Sweeney Todd” di Tim Burton. Ma è con Scorsese che Ferretti e consorte danno il meglio di sé: ecco un nuovo Oscar, nel 2011, per “Hugo Cabret”.

Ma ad essere logica protagonista, al Teatro dell’Opera, sarà naturalmente la musica. Intensa e drammatica quella del “Simon Boccanegra”, partitura tra le più tormentate di Verdi: che ne scrisse una prima versione nel 1857, salvo accettare dopo anni di “corteggiamento” da parte dell’editore Ricordi, di approntarne una sostanziale revisione. Arrivando nel 1881 all’opera che conosciamo e ascoltiamo oggi.

A dirigere la prima di martedì 27 novembre, e le repliche dei giorni successivi, Riccardo Muti: che dimostra così un feeling particolare con il genio di Busseto. A Giuseppe Verdi, in occasione del bicentenario della nascita, ha dedicato un saggio da poco uscito in libreria; ed oltre al “Simon Boccanegra”, in questa stagione, dirigerà altre due opere del repertorio verdiano: “I due Foscari” ma, soprattutto, il celeberrimo “Nabucco”.