Due secoli a passo di danza

6 novembre 2012


“Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea”. Così scrisse Stendhal, affascinato spettatore dell’inaugurazione del teatro lirico più antico del vecchio continente; il più grande d’Italia per capacità, con quasi 3300 posti disponibili. Il San Carlo di Napoli è un’istituzione unica, testimone di una tradizione antica: un palcoscenico che celebra nel 2012 un compleanno importante.

Il bicentenario della premiata Scuola di Ballo, la prima nel suo genere mai nata in Italia, fucina di talenti ed étoiles che hanno incantato il mondo. Diverse quelle che partecipano al galà che mercoledì 7 novembre celebra la ricorrenza: su tutte brilla Giuseppe Picone, nome di caratura internazionale, protagonista nel 1999 della prima mondiale de “Le Corsaire” di Anne Marie Holmes, nella strepitosa cornice del Metropolitan di New York.

La festa del San Carlo si sposta dal palcoscenico al MeMus, il museo che raccoglie le memorie del teatro, e che ospita per l’occasione uno specifico allestimento dedicato allo straordinario percorso della Scuola di Ballo. Una mostra che dialoga con quella, prorogata fino a fine anno, costruita attorno al gioco di parole “Opera ad arte / Arte all’Opera”: collezione straordinaria delle scene e costumi d’artista passati negli ultimi anni al San Carlo.

I più grandi nomi del contemporaneo hanno voluto e saputo sfidare il pubblico di uno dei templi europei del melodramma, con allestimenti a tratti arditi, ma sempre spettacolari. Dal giocoso William Kentridge del mozartiano “Il flauto magico” fino al severo Anselm Kiefer della “Elektra” di Strauss; passando per la “Turandot” immaginata da David Hockney, il “Fidelio” di Mimmo Paladino e l’ambientazione wagneriana elaborata da Giulio Paolini.