Il Pasolini pittore conquista New York

17 dicembre 2012


È conosciuto per la sua penna, capace di profonde tenerezze e allo stesso tempo di crude verità. Ed è apprezzato come cineasta, lirico e drammatico, dotato di una facilità espressiva unica e inimitabile. Pier Paolo Pasolini è stato intellettuale feroce e coraggioso, capace di imprimere un segno indelebile nella cultura del Paese: a novant’anni esatti dalla nascita è New York ad omaggiare una delle sue meno note stagioni creative. Con una mostra al MoMA.

Uno dei templi del contemporaneo accoglie quaranta tele – tutti ritratti o autoritratti – firmati per lo più nei primissimi Anni Quaranta, da un Pasolini appena ventenne. Un artista a tutto tondo, ancora alla ricerca del modo più efficace per esprimere la propria incontenibile sensibilità; non un semplice passatempo giovanile, però: in mostra anche opere che risalgono all’ultimo vibrante periodo creativo.

La retrospettiva, avvio ideale per le celebrazioni dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, si accompagna a molteplici eventi dedicati alla memoria di Pasolini. È stato proprio il MoMA ad ospitare la prima mondiale del celebre “Medea”, nella versione recentemente restaurata dall’Istituto Luce; in una serata introdotta dalla lettura di alcuni tra i brani più intensi del Pasolini poeta.

Da Alba Rohrwacher a Pierfrancesco Favino, fino ad un immancabile Ninetto Davoli, autentico feticcio per il regista: molti gli attori italiani che hanno partecipato all’evento, offrendo la propria interpretazione. Al PS1, dependance del MoMA a Long Island, performance di artisti contemporanei ispirati dai capolavori di Pasolini, con prolungato programma di proiezioni per film come “Salò e le 120 giornate di Sodoma”, “Teorema” e “Medea”.