Duecento volte Verdi. E altrettante Wagner

29 gennaio 2013


Hanno contribuito a cambiare per sempre il modo di concepire – e dunque comporre – l’opera. Il primo portando allo scoperto le profondità più insondabili dell’animo, traducendo in musica l’intensità del “gran maestro del cuore umano”, come egli stesso definiva l’amatissimo Shakespeare. L’altro forzando fino alle estreme conseguenze le regole della musica del suo tempo, toccando sublimi livelli di modernità.

Giuseppe Verdi e Richard Wagner sono due autentici monumenti: degnamente celebrati dai maggiori teatri d’Europa nell’anno, il 2013, che celebra il bicentenario della loro nascita. Immancabili gli appuntamenti in giro per l’Italia, patria del bel canto: a cominciare, naturalmente, dal suo tempio più autorevole. Il Teatro alla Scala: che dopo aver aperto la propria stagione con il Lohengrin  vede in cartellone in queste settimane Falstaff . Con Daniel Harding in pedana.

C’è attesa, a Bologna, per l’imminente prima di Macbeth : per l’occasione ecco le scene disegnate dall’artista visuale Bob Wilson, presentate in una intrigante anteprima nella cornice della recente Arte Fiera. Il Regio di Torino attende, il prossimo mese di marzo, La Traviata ; al San Carlo di Napoli, intanto, spazio anche al Verdi “non operistico”. È in programma da fine febbraio l’esecuzione del celebre Requiem , tra i punti più alti toccati dal compositore.

Proseguono, alla Fenice di Venezia, gli appuntamenti di un cartellone che – a novembre – ha giocato la carta della “doppia prima”, alternando nell’arco di tre giorni la messa in scena dell’Otello  e del Tristano e Isotta  . Un abbraccio sentito quello dell’istituzione veneta ai due geni della classica, omaggiati in via eccezionale nel giorno del proprio compleanno: concerti speciali quelli in programma il 22 maggio, data di nascita di Wagner e il 10 ottobre. Giorno in cui nacque Verdi.