Arlecchino, eroe mediterraneo

25 febbraio 2013


Improvvisazione e comicità, intrecci e personaggi che sono tratto distintivo di una matrice culturale capace di unificare l’Europa. Nel segno di un teatro che è insieme colto e popolare, raffinato e immediato; in grado di mescolare molteplici riferimenti, parlando con la medesima efficacia al cuore, alla mente e alla pancia del suo pubblico. Secoli di tradizione da difendere e festeggiare come una delle più straordinarie espressioni dell’arte.

Si celebra lunedì 25 febbraio la quarta edizione della Giornata Mondiale della Commedia dell’Arte: l’evento, sostenuto dall’UNESCO, riporta l’attenzione alle radici del teatro moderno. Capitale designata di quest’anno è Istanbul: diversi i teatri e i centri culturali della città turca ad ospitare mostre, workshop e spettacoli che vedono coinvolte compagnie locali, italiane ed inglesi. Ma le celebrazioni non potevano non trovare spazio anche in Italia.

In scena al Teatro Biondo Stabile di Palermo una intrigante rivisitazione di situazioni e personaggi assunti a modello per le tipiche rappresentazioni dei pupari siciliani: il ciclo epico dei cavalieri carolingi, cardine su cui – da Boiardo ad Ariosto – ruota l’evoluzione della letteratura italiana, è al centro de “L’Orlando (è) furioso!”, spettacolo che vede coinvolta una compagnia di tredici attori. Guidati da maestri d’eccezione.

Insieme a Cristina Coltelli, palermitana doc e prima donna a vestire i panni di Arlecchino nei teatri di tutta Italia, a condurre la rappresentazione sono infatti Ferruccio Soleri ed Enrico Bonavera: due giganti assoluti della commedia dell’arte. Soleri, classe 1929, incarna la maestria di uno stile maturato nella cornice del Piccolo di Milano; Bonavera, che di quella scuola è il più recente e autorevole rappresentante, ha il merito di aver portato un tipo di recitazione prettamente italiano all’attenzione del teatro internazionale.