Napoli, quattro mostre per portare l’estate al MADRE

18 giugno 2013


Rinasce dalle proprie ceneri, come un’araba fenice. È il museo MADRE di Napoli, che scongiurato il dissesto economico che aveva paventato il rischio chiusura torna con una programmazione intrigante e ambiziosa. Un nuovo direttore, il giovane Andrea Viliani; un nuovo con ottico attraverso cui guardare l’arte contemporanea, con particolare accento sulla partecipazione e la capacità di coinvolgere direttamente il pubblico. Puntando a fare del museo un luogo vivo e vitale.

La nuova vita del MADRE si apre il 22 giugno, primo giorno d’estate, con tre mostre personali. Si passa dalla prima e più grande retrospettiva mai realizzata in Italia sul lavoro di Thomas Bayrle, nome di punta della Pop Art europea all’excursus sul lavoro di una napoletana doc, Giulia Piscitelli. Infine Mario Garcia Torres, con l’articolato progetto che lo ha visto seguire le orme di Alighiero Boetti, documentando la leggendaria esperienza dell’artista torinese in Afghanistan.

Obiettivo primario del MADRE è però quello di ricostruire la propria collezione, minata dai recenti problemi gestionali. A partire da Jannis Kounellis non è mancato chi, in assenza di garanzie sul futuro del museo, ha ritirato le opere che aveva concesso: missione impegnativa allora per Alessandro Rabottini e Eugenio Viola, chiamati ad avviare un nuovo programma di prestiti e donazioni. Che vede mettere a segno i primi colpi importanti.

Un diario per immagini quello di Fabio Donato, fotografo di razza, che immortalala Napolidi Gianni Amelio e Leopoldo Mastelloni, vibrante centro per lo sviluppo dell’arte contemporanea e piazza d’eccellenza per il teatro d’avanguardia. Nei suoi scatti risalenti agli Anni Ottanta ecco Andy Warhol e Joseph Beuys, entusiasti ospiti della città. Ad accompagnar la mostra un’installazione site-specific ideata da Sam Falls.

 


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