Piero Fornasetti alla Triennale: in mostra… col folle!

10 dicembre 2013


È noto come designer. Ma è stato anche pittore, stampatore, stilista, collezionista, editore, artigiano e chi più ne ha più ne metta. Piero Fornasetti ha segnato con il suo estro il corso del Novecento: nel centenario della nascita Milano lo celebra con una mostra che ne mette in luce la straordinaria inventiva. Libera, disinvolta, eclettica ed eccentrica; figlia di un furore bruciante, estremo e assoluto. Una vera e propria “follia pratica”.

Sono oltre tredicimila i lavori condotti da Fornasetti nel corso della sua lunga e febbrile attività, tutti accuratamente documentati nello sterminato archivio curato oggi dal figlio Barnaba. Un migliaio i progetti esposi in Triennale fino al prossimo febbraio, viaggio sentimentale nella mente di un lucidissimo visionario. Ironico e al tempo stesso serissimo nel proporre soluzioni plastiche che hanno impresso un segno profondo nella storia del made in Italy .

È la prima volta che si tenta di inquadrare in modo così completo una parabola espressiva che nasce con pennello e tavolozza, seguendo gli stimoli dei vari Mario Sironi e Achille Funi, e approda negli Anni Quaranta al design. Fondamentale a proposito il rapporto con Giò Ponti, testimoniato in mostra da una produzione che spazia dai foulard fino agli arredi di pregio: arrivando a esprimersi al meglio nella serie dei trumeau, cassettoni a più livelli che rappresentano uno dei vertici della sperimentazione del Fornasetti designer.

Una figurazione che sembra arrivare dalle stampe ottocentesche; volti nobili ma astratti, figure eteree figlie di suggestioni Belle Epoque: le decorazioni di Piero Fornasetti hanno fatto epoca. Partendo dalle ceramiche dei mitici piatti-calendario, realizzati a partire dal 1968 sul modello dei lunari pensati vent’anni prima insieme a Ponti, arrivando alla straordinaria Ford parcheggiata oggi nell’atrio della Triennale, istoriata con inserti d’artista.


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