Essere del gatto? Non è poi così male

30 gennaio 2015

P. Ciampini, The girl and the cat, 2009, Collezione privata

Se la figura del gattaro attende ancora una compiuta riabilitazione agli occhi del mondo, è pur vero che questo mondo pullula di amanti dei gatti. Abbiamo in larga maggioranza smesso di considerarli bestie sataniche, anche se a onor del vero i felini non hanno mosso un’unghia per venirci incontro. E favorire un processo di domesticazione a cui, invece, il cane si è prestato con ben altra predisposizione.
La verità è che, accogliendolo in casa o dedicandogli canali su YouTube, siamo noi ad arrenderci all’evidenza: lui resta fiero e indipendente, noi succubi e ammirati per quel suo fascino ancora selvatico.

La mostra in corso al Museo della Grafica di Pisa s’intitola giustamente Siamo del gatto!, sulla scorta di una metafora popolare per quei momenti critici a cui non c’è via d’uscita. Perché, come il topolino di campagna, siamo tutti rimasti intrappolati dalla gattomania di epoca contemporanea. Visitando l’esposizione – aperta fino al 15 marzo – avrete modo di constatare come gli artisti non facciano eccezione.

Partendo dalle opere delle proprie raccolte, alle quali si sono aggiunti i generosi prestiti da parte di collezionisti privati, il Museo ha allestito in Palazzo Lanfranchi un percorso di immagini – e storie – che racconta il gatto secondo la rappresentazione che artisti ed epoche storiche ne hanno dato, dall’antico Egitto ai giorni nostri.

In mostra, si parte in effetti dai preziosi amuleti prodotti lungo la valle del Nilo per proiettarci fino all’altro capo del mondo, in quel Giappone che nel maneki neko ha il suo portafortuna nazionale – almeno dall’Ottocento, se non prima. Non mancano naturalmente le opere degli artisti nostrani, anzi proprio il tenero particolare di un’Annunciazione, disegnata da Federico Barocci, è stato adottato per la locandina dell’iniziativa. Dal pittore manierista si procede poi fino al Novecento, con opere grafiche – tra gli altri – di Spartaco Carlini, Benico Boccolari, Toti Scialoja.
Fino alla “ragazza con gatto” (The girl and the cat) rappresentata da Paolo Ciampini in un’acquaforte del 2009, di cui potete già gustare un dettaglio nella nostra immagine di apertura.