La storia del robot scrittore. In Giappone

27 marzo 2016


Non è ancora il momento di immaginare un presente del tutto in mano ai robot, ma l’ipotesi diventa sempre più plausibile, specie di fronte a recenti risultati nell’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale… come quello di cui stiamo per raccontarvi: risale a pochi giorni fa la notizia della vittoria sfiorata da un robot nell’ambito del premio letterario nazionale giapponese Nikkei Hoshi Shinichi Literary Award.

Superate le prime fasi del concorso, il romanzo dall’azzeccato titolo The Day A Computer Writes A Novel non ha poi vinto il prestigioso riconoscimento, ma è riuscito comunque a superare la prima selezione da parte della giuria (ignara della reale identità dello “scrittore”), scatenando una serie di riflessioni sugli incredibili passi avanti compiuti dalla tecnologia.

Il robot è stato capace di comporre il romanzo a partire da parole e frasi fornite da un team di programmatori esperti in AI della Future University Hakodate, capeggiato da Hitoshi Matsubara: una volta che gli sviluppatori hanno impostato le regole di costruzione e associazione del materiale scritto, hanno lasciato che fosse il computer a sviluppare autonomamente la storia.

Al di là della mancata vittoria, il risultato appare comunque impressionante; alla qualità del romanzo finalista va ad aggiungersi anche il numero di opere letterarie redatte, almeno parzialmente, da entità non umane sottoposte quest’anno al concorso (che negli ultimi hanno ne ha previsto in effetti l’ammissione): 11 su 1.450, un numero che potrebbe essere destinato a salire.
Il team di Matsubara si è detto a tal proposito ottimista circa la possibilità, in futuro, di far sviluppare ai robot una creatività simile a quella umana.

[Immagine in apertura: Chris Isherwood, I see you!, fonte Flickr]