Salvador Dalí a Pisa, per una classicità “onirica”

29 settembre 2016


È forte e sorprendente, l’azione di studio e ricerca portata avanti da Salvador Dalí nei confronti della tradizione antica e dei giganti dell’arte di tutti i tempi. Un filone di ispirazione cui la mostra Dalí. Il sogno del classico punta a dare piena risonanza, attraverso gli oltre 150 lavori realizzati dall’artista spagnolo ed eccezionalmente riuniti negli spazi di Palazzo Blu, a Pisa.

Dal 1 ottobre al 5 febbraio 2017 l’esposizione – curata da Montse Aguer i Teixidor, direttrice del Centre Estudis Dalinians della Fundación Gala-Salvador Dalí – testimonia quanto intensa sia stata la suggestione esercitata sul poliedrico artista, tra gli altri, dai maggiori interpreti del Rinascimento.
Ad emergere “è il Dalì che ama i grandi Maestri italiani, che cita Raffaello, che racconta Cellini, che illustra Dante e che dipinge Michelangelo“, come verrà dimostrato attraverso una selezione di olii poco conosciuti risalenti alla fase conclusiva della carriera, negli anni Ottanta del Novecento. Tra questi, quattro sono inediti: Senza titolo. Mosè da quello della tomba di Giulio II di Michelangelo; Senza titolo. Cristo dalla Pietà di Palestrina attribuita a Michelangelo; Senza titolo. Giuliano de’ Medici da quello del sepolcro di Giuliano de’ Medici di Michelangelo e Senza titolo. dal Ragazzo accovacciato di Michelangelo.

Il percorso espositivo punta inoltre a restituire con pienezza la straordinaria capacità di Dalí di misurarsi con tecniche eterogenee, tra cui il disegno e l’illustrazione. Tale peculiarità emerge grazie alla presenza della seria completa di xilografie della Divina Commedia – commissionata all’artista nel 1950 dal ministro della Pubblica Istruzione italiana e composta di 102 acquerelli – , e delle 42 illustrazioni per l’Autobiografia di Benvenuto Cellini.
Ad aprire il percorso di visita di Dalí. Il sogno del classico sono stati scelti quattro dipinti – La Trinità, studio per il Concilio ecumenico; Paesaggio di Port Lligat; Sant’Elena a Port Lligat e Angelo di Port Lligat – che ne attestano la svolta mistica e religiosa.