L’arte, la fisica e la gravità si incontrano a Roma

27 novembre 2017


Mancano solo pochi giorni all’inaugurazione ufficiale di Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein, ma l’attesa è già molto alta. La mostra, allestita presso il MAXXI di Roma dal 2 dicembre al 29 aprile, innescherà un affascinante dialogo fra il mondo scientifico e quello creativo, a partire da una delle scoperte più rivoluzionarie di sempre.

Il 1915 era agli sgoccioli quando Einstein presentava al mondo la teorie della Relatività Generale, scardinando in maniera definitiva la visione dell’Universo concepita fino a quel momento. Spazio e tempo diventano relativi e dipendenti da chi li osserva, dando vita a una nuova dimensione, quella di spaziotempo, e al concetto di onde gravitazionali, la cui scoperta è stata premiata con il Nobel per la Fisica 2017.

In questa cornice prende forma Gravity, frutto dell’inedita collaborazione fra il Maxxi, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). Curata da Luigia Lonardelli, Vincenzo Napolano e Andrea Zanini, con la consulenza scientifica di Giovanni Amelino-Camelia, la mostra riunisce punti di vista scientifici e artistici, accostando, ad esempio, il modello della Sonda Cassini e Aeroke, l’installazione di Tomás Saraceno formata da due palloni aerostatici specchianti che captano i suoni impercettibili sparsi nell’atmosfera.

Oltre a reperti storici e simulazioni di esperimenti, la rassegna include anche le opere di artisti del calibro di Marcel Duchamp, Allora&Calzadilla, Peter Fischli e David Weiss, solo per citarne alcuni, avvicinando il pubblico al mondo della scienza attraverso le arti visive. Talk e reading approfondiranno i temi della mostra, in compagnia di ospiti quali lo stesso Tomás Saraceno, Fabiola Gianotti, Massimo Cacciari e Samantha Cristoforetti.