I capolavori del periodo romano di Caravaggio al Musée Jacquemart-André

22 settembre 2018

Caravaggio, Cena in Emmaus, 1606, Pinacoteca di Brera, Milano

Nell’autunno parigino un grande evento si appresta a celebrare una stagione eccezionale della pittura italiana, destinata ad avere grande influenza anche a livello europeo. Attraverso capolavori concessi per l’occasione da importanti istituzioni culturali – la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, la Galleria Borghese, i Musei Capitolini di Roma, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei di Strada Nuova di Genova, il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona e l’Ermitage di San Pietroburgo – il Musée Jacquemart-André delinea il panorama artistico capitolino del Seicento a partire dalla figura di Caravaggio.

La rassegna prende in esame gli esordi del pittore nato nel 1571: l’attività svolta all’interno delle botteghe locali, gli incontri che incisero in maniera determinante sul suo destino, professionale e umano. Fu proprio a Roma, infatti, che Michelangelo Merisi strinse legami con il marchese Giustiniani e con il cardinale Francesco Maria del Monte, che divennero i suoi principali committenti e artefici di un’epoca memorabile dal punto di vista del mecenatismo. L’ “epopea” romana di Caravaggio proseguì fino al 1606, quando l’uccisione di Ranuccio Tomassoni, nel corso di una rissa, determinò la condanna a morte per l’artista, che a quel punto fuggì e scelse la via dell’esilio.

La mostra parigina, visitabile fino al 29 gennaio 2019, si concentra sulla produzione di Caravaggio, proponendo ben 10 sui capolavori.
Tra questi, 7 non sono mai stati presentati in Francia e saranno eccezionalmente riuniti per questo evento unico; è il caso anche delle due versioni della Maddalena penitente, raramente esposte in pubblico.
Spazio, inoltre, viene assegnato ad autori coevi, che osservando le novità e il vigore del linguaggio caravaggesco ne rimasero profondamente influenzati. Nel percorso di visita sono dunque comprese anche opere di importanti pittori: il Cavalier d’Arpino, Annibale Carracci, Orazio Gentileschi, Giovanni Baglione e José de Ribera, testimoni dell’effervescenza artistica che regnava nell’Eterno Città in quel periodo storico.

La rassegna, infine, assegna visibilità anche al racconto della scena sociale della città, ricostruendola a partire dai rapporti di Caravaggio con i collezionisti, i mecenati, gli artisti, i poeti, gli intellettuali del suo tempo: il risultato è un ritratto di ampio respiro del contesto in cui tutte queste figure operarono.

[Immagine in apertura: Caravaggio, Cena in Emmaus, 1606, Pinacoteca di Brera, Milano]