L’Italia del dopoguerra, fotografata da Ando Gilardi

15 marzo 2019

Ando Gilardi, dalla serie ALLUVIONE, Salerno 1954 © Ando Gilardi/Fototeca Gilardi

Scomparso nel 2012, Ando Gilardi si è dedicato al racconto della realtà italiana con passione e determinazione. Originario della provincia di Alessandria e ribattezzato Ando da partigiano, è stato fotografo, giornalista, storico e critico della fotografia.
Ha militato nel Partito Comunista ed è autore di una robusta e significativa azione anche sul versante dello studio dell’arte fotografica, il cui ruolo è stato da lui analizzato in numerose pubblicazioni e sulle pagine delle riviste da lui fondate o dirette.

Con il progetto espositivo monografico a cura di Daniela Giordi, la Wunderkammer della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino prende in esame una specifica fase della sua produzione. In occasione di Ando Gilardi Reporter. ITALIA 1950-1962, aperta fino al 16 giugno, vengono infatti presentate 55 immagini realizzate nell’arco temporale compreso tra il 1950 e il 1962.
Tale selezione indirizza l’attenzione dei visitatori sulle condizioni di vita della popolazione italiana nella fase compresa tra il dopoguerra e l’inizio del boom economico. Si tratta, in prevalenza, di istantanee scattate nei luoghi di occupazione e nelle abitazioni, che testimoniano le condizioni di lavoro e di vita degli operai, dei braccianti agricoli e delle loro famiglie. Il percorso espositivo comprende scatti relativi a manifestazioni, dimostrazioni sindacali, scioperi, occupazioni di fabbriche o terre, ma anche foto relative a occasioni di svago e a momenti di spensieratezza.
Un ritratto dell’Italia del secolo scorso, dunque, che risulta ulteriormente rafforzato dalla presenza in mostra di rotocalchi originali, provenienti anch’essi dall’archivio Gilardi.

Avvicinatosi alla fotografia nell’immediato dopoguerra, quando fu reclutato nel laboratorio di riproduzione fotografica dalla Commissione Interalleata per la Documentazione dei Crimini di Guerra a supporto del processo di Norimberga, il fotografo e fotoreporter può essere considerato un interprete delle tendenze post neorealiste dell’epoca.
A queste ha affiancato uno sguardo e un linguaggio autonomo, reso riconoscibile da un approccio ontologico e umano.
Le fotografie protagoniste della monografica torinese – con la quale prende l’avvio l’attività espositiva di ARCHIVIARE il Presente,  contenitore culturale per un progetto condiviso fra enti, associazioni culturali, centri polivalenti, gallerie, che nella primavera 2019 farà parte della kermesse Fo-To Fotografi a Torino – si soffermano su alcuni ambiti tematici, ancora oggi di grande attualità: l’infanzia, il lavoro, l’emancipazione femminile, l’identità degli italiani, gli scioperi e l’azione dei sindacati.

[Immagine in apertura: Ando Gilardi, dalla serie ALLUVIONE, Salerno 1954 © Ando Gilardi/Fototeca Gilardi]


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