La passione della Fondazione VAF per l’arte italiana, al MART Rovereto

1 maggio 2019

Renato Guttuso (Bagheria, PA, 1912 - Roma, 1987) Boogie-woogie (Boogie-woogie a Roma), 1953 Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto / Collezione VAF-Stiftung

Trasformazione e passione sono, probabilmente, due delle “parole chiave” più adatte per descrivere il multiforme progetto espositivo ospitato dal Mart di Rovereto fino all’8 settembre prossimo. Passione. 12 progetti per l’arte italiana è infatti la grande mostra con cui l’istituzione trentina ripercorre e celebra la “grande storia d’amore” della Fondazione VAF verso l’arte italiana. Istituita in Germania nel 2001, la VAF-Stiftung è un’istituzione culturale nella cui mission è centrale l’interesse – o meglio, la “passione” – verso l’arte italiana e i suoi protagonisti; aperto nel 2002, il Mart ha legato la propria storia a quella di questa Fondazione, della quale conserva e gestisce parte del patrimonio artistico.

Curata da Daniela Ferrari e Denis Isaia, la mostra invita i visitatori a intraprendere un viaggio in un secolo di storia dell’arte italiana, riunendo insieme oltre 250 opere. Tra queste non mancano i capolavori di protagonisti assoluti della scena artistica nazionale del Novecento e dei giorni nostri, tra cui Medardo Rosso, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli, Felice Casorati, Renato Guttuso, Agostino Bonalumi e Giuseppe Uncini.
Concepita come un percorso “in evoluzione”, la mostra si snoda tra i “progetti” Materia, Tradizioni e anacronismi, Modernità e industria, Immaginario Pop, ai quali sono “aggiunti” – il 16 marzo scorso – il riallestimento delle Collezioni permanenti del Mart, al primo e secondo piano, e l’ottava edizione del Premio VAF, a sua volta dedicato agli artisti italiani under 40. La “metamorfosi” della collettiva proseguirà a partire dal 25 maggio, quando altri 6 progetti – Interno borghese, Roma anno zero, La biblioteca, Miracolo a Milano, Pittura analitica, Arte nucleare – renderanno il racconto ancora più intenso e capace di testimoniare le principali correnti e tendenze artistiche che si sono susseguite nel Paese, a partire dal Novecento.
Complessivamente intese, tutte le 12 sezioni – o “progetti”, come evocato dal titolo della mostra – definiscono specifici ambiti di indagine e documentano il gusto dei collezionisti VAF, che in particolar modo negli ultimi cinque decenni si sono indirizzati anche verso gli outsider.

[Immagine in apertura: Renato Guttuso, Boogie-woogie (Boogie-woogie a Roma), 1953,
Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto / Collezione VAF-Stiftung]