La creatività “trasversale” di Virgil Abloh in mostra a Chicago

9 giugno 2019

Installation view, Virgil Abloh: “Figures of Speech”, MCA Chicago June 10 – September 22, 2019 Photo: Nathan Keay, © MCA Chicago.

Grazie alla sua multiforme creatività sta ridefinendo, e sparigliando, i confini tra le discipline artistiche: il suo nome è Virgil Abloh, classe 1980, protagonista della monografica a lui intitolata dal Museum of Contemporary Art di Chicago fino al 22 settembre. Figures of speech ripercorre l’intensa carriera di una delle personalità più acclamate del momento, illuminandone gli snodi.

Complice il riuscito display messo a punto da Samir Bantal, direttore di AMO – lo studio di ricerca afferente a OMA di Rem Koolhaas – la mostra delinea la storia creativa di Abloh dagli esordi ai giorni nostri, evidenziando la sua straordinaria abilità nell’oltrepassare i limiti delle discipline, creando connessioni fra moda, musica e ambito progettuale.

Formatosi in campo architettonico e cresciuto a Chicago da genitori originari del Ghana, Abloh ha fatto della compenetrazione fra linguaggi visivi differenti il suo “marchio di fabbrica”, come dimostrato dalle sue prime creazioni di moda, nelle quali si ritrovano elementi di matrice street quali sneaker e inserti in denim. Risale al 2013 il lancio del brand Off-White, dove elementi grafici e loghi giocano un ruolo chiave sia in termini di riconoscibilità sia in un’ottica di superamento degli stereotipi identitari.

Il dialogo con l’arte non manca nella poetica di Abloh e ne sono una prova i rimandi a de Chirico, Caravaggio e Lucio Fontana in alcuni degli outfit da lui ideati. Vale il medesimo discorso per la musica, settore nel quale Abloh si distingue come dj e anche come designer di album firmati da artisti del calibro di Kanye West. Il tutto nel solco di un approccio etico che accende i riflettori sul tema della blackness in epoca contemporanea.

[Immagine in apertura: Installation view, Virgil Abloh: Figures of Speech, MCA Chicago June 10 – September 22, 2019. Photo: Nathan Keay, © MCA Chicago]