A Lugano, Giovanni Segantini e il paesaggio svizzero

24 agosto 2019


Dal Museo Segantini di St. Moritz al Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano. È questo il viaggio compiuto dal Trittico della Natura di Giovanni Segantini che, dopo oltre cent’anni, varca le Alpi per una mostra dedicata al pittore trentino.

Curata da Francesca Benini e Cristina Sonderegger, l’esposizione accende i riflettori sul monumentale complesso pittorico di Segantini, datato 1899. Realizzato in circa tre anni di lavoro e lasciato incompiuto a causa della prematura scomparsa del pittore, il trittico rappresenta la somma umana e professionale di un artista nato, cresciuto e morto tra i monti. Una sorta di testamento spirituale e un omaggio al paesaggio svizzero, che rivive oggi all’interno delle sale del museo ticinese.

Aperta dal 25 agosto al 10 novembre, la mostra Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini è un’indagine sulla pittura a stampo paesaggistico tra Settecento e Novecento. Il Trittico, componente centrale del percorso espositivo, verrà infatti posto in relazione con alcune opere di autori illustri presenti nella collezione del museo di Lugano, a partire dall’installazione video Die Magische Bergwelt in den Filmen von Daniel Schmid dello svizzero This Brunner.

Ad essere coinvolti in questo dialogo a più voci saranno circa sessanta dipinti e sculture di autori moderni e contemporanei: dalla tela di Giovanni Giacometti Sera sull’Alpe del 1908, alle fotografie del valico del Bernina di Balthasar Burkhard; dalle vedute locarnesi di Filippo Franzoni, ai paesaggi montani di Luigi Rossi. E poi ancora Umberto Boccioni, William Turner e Roberto Donetta, a delineare un percorso visuale che pone l’accento sul valore estetico della natura e sulla forza idealistica del paesaggio di montagna.

[Immagine in apertura: Veduta dell’allestimento, Giovanni Segantini, Trittico della natura 1896 -1899, Olio su tela, MASI Lugano – Foto Studio Pagi]