Matteo Pericoli e le “sue” vedute di New York, in un libro

27 novembre 2019


Cosa vede David Byrne dalla sua finestra? E qual è il panorama di fronte all’appartamento di Oliver Sacks? Deve essersi posto queste domande Matteo Pericoli, prima di mettersi al lavoro sul suo Finestre su New York, una raccolta di disegni che riportano su carta le vedute dalle abitazioni di registi, scrittori, musicisti e filosofi della Grande Mela.

TRA PRIVATO E UNIVERSALE

Pubblicato nella sua edizione italiana da Il Saggiatore, il libro si presenta come un percorso intimo, non solo per la dimensione “domestica” dei disegni, ma anche e soprattutto per il modo in cui sono posti, accompagnati da riflessioni spesso personalissime dei vari autori incontrati. Ecco, allora, le dichiarazioni dell’editore Ben Sonnenberg, infastidito dai massicci grattacieli di Donald Trump di fronte alla sua abitazione, o quelle dell’architetto Daniel Libeskind sulla poesia del paesaggio. E poi ancora Annie Leibovitz, Philip Glass e Tom Wolfe – ognuno impegnato a omaggiare (o a storcere il naso) di fronte al proprio scorcio di skyline newyorkese.

Disposte in sequenza, queste sessantatré “vedute” restituiscono un quadro inedito dei singoli personaggi incontrati, ponendo soprattutto il lettore nella condizione di interrogarsi sui limiti stessi della città, sui confini tra sfera collettiva e spazio individuale. Arricchito da una puntuale introduzione di Paul Goldberger, il libro sarà sugli scaffali a partire dal 28 novembre.

[Immagine in apertura: La vista dalla finestra di Roger Angell su Times Square, disegno di Matteo Pericoli tratto dal suo libro Finestre su New York, 63 visioni sulla Grande Mela, edito da Il Saggiatore]