Gli scatti cinesi di Henri Cartier-Bresson a Parigi

14 novembre 2019


Un occhio mirato agli sviluppi politici, l’altro, come sempre, puntato sul “fattore umano”. La formula di Henri Cartier-Bresson – fotografo per antonomasia del Novecento – è nota e ha fatto scuola a intere generazioni. La sua ricerca, sempre in bilico tra poesia e documentazione sociale, è oggi al centro di una nuova esposizione negli ambienti della fondazione parigina a lui intitolata.

Aperta fino al prossimo 2 febbraio, Henri Cartier-Bresson. Chine, 1948-1949 | 1958 porta sotto i riflettori una selezione di opere scattate dal reporter francese nel corso di due viaggi in Cina, il primo dei quali compiuto ‒ su commissione della rivista Life ‒ durante la formazione della Repubblica Popolare sul finire degli anni Quaranta.

PRIMA E DOPO LA RIVOLUZIONE

Scattate per lo più a Shanghai, le foto di questo primo corpo di opere raccontano gli stravolgimenti nei mesi precedenti alla presa di potere da parte di Mao, scandendo, attraverso le immagini, il susseguirsi degli sviluppi della guerra civile.

Rimasto folgorato dalla cultura e dalla tradizione cinese, Cartier-Bresson decide di tornare nel grande impero rosso alla fine degli anni Cinquanta, questa volta per documentare gli effetti di quella rivoluzione e i risultati sulla società a distanza di tempo. Le foto del secondo nucleo si soffermano pertanto su questi aspetti, offrendo al pubblico non solo le testimonianze visuali di quell’esperienza, ma anche una serie di scritti, appunti di viaggio e materiale d’archivio proposti al visitatore per una conoscenza approfondita del contesto geopolitico.

Allestite dai due curatori Michel Frizot e Ying-lung Su, le oltre centocinquanta fotografie originali in mostra ripropongono gli esiti di quei soggiorni in Oriente, evidenziando gli stilemi che da allora in poi sarebbero stati rappresentativi nella ricerca dell’artista.

[Immagine in apertura: Gold Rush. En fin de journée, bousculades devant une banque pour acheter de l’or. Derniers jours du Kuomintang, Shanghai, 23 décembre 1948. © Fondation Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos]


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