Caravaggio, Bernini e il Barocco romano rivivono ad Amsterdam

27 gennaio 2020

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Boy Bitten by a Lizard c. 1597/98 , Florence, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Da Roma al resto d’Europa: fu forte il “successo” del Barocco, straordinario stile che, sospinto dal vigore artistico di autori come Caravaggio e Gian Lorenzo Bernini, si propagò con forza oltre i confini della Città Eterna. Con tutta la sua carica di pathos, dinamismo e drammaticità, viene oggi indagato dall’attesa mostra Caravaggio-Bernini. Baroque in Rome: al via il prossimo 12 febbraio, riunisce nella prestigiosa sede del Rijksmuseum di Amsterdam oltre 70 capolavori, tra dipinti e sculture, concessi per l’occasione da musei e da collezioni private internazionali.

Trascurato nei Paesi Bassi del XVII secolo, il Barocco influenzò ampiamente l’Europa cattolica, provocando un autentico “scossone” nella pittura, nella scultura, nell’architettura e stimolando inediti intrecci tra queste discipline. Concepita in stretta collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, che l’ha ospitata fino al 19 gennaio scorso, la mostra si caratterizza per l’allestimento di Studio Formafantasma. Per questo incarico, i designer italiani Simone Farresin e Andrea Trimarchi hanno adottato uno stile elegante e sobrio, in grado di lasciare al linguaggio barocco delle opere esposte la possibilità di manifestarsi nella sua pienezza.

UN VIAGGIO NELLA ROMA BAROCCA

Una scelta promossa per consentire ai visitatori di addentrarsi e quindi immergersi in un’epoca rivoluzionaria, dove accanto alle influenti e geniali figure di Caravaggio e Bernini operarono anche numerosi artisti di induscusso talento. Il percorso espositivo ricorda lo scalpore dei potenti dipinti di Michelangelo Merisi nella Roma seicentesca. I suoi chiaroscuro, intrisi di un naturalismo assolutamente innovativo e intenso, ispirarono la produzione di uno “stuolo di seguaci”, non a caso denominati caravaggisti. Tra loro, Orazio e Artemisia Gentileschi, Borgianni, Bartolomeo Manfredi, Guercino, Baglione e Mattia Preti, ma anche gli olandesi Ter Brugghen e Honthorst van Van Baburen, noto anche come Gerardo delle Notti. Ugualmente dirompente fu l’impatto delle sculture di Bernini, autore che venne alla ribalta grazie a una serie di sculture impressionanti e tecnicamente virtuose.

Molti i “punti salienti” della mostra, che resterà aperta fino al 7 giugno 2020. Tra questi vale la pena ricordare, accanto ad assolute icone di Caravaggio, come Narciso e Ragazzo morso da una lucertola, e di Bernini, presente con il busto Medusa, l’esposizione di dipinti di Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Giovanni Baglione, dei Gentileschi, Nicolas Poussin, Simon Vouet e dell’eccentrico artista Tanzio da Varallo.

[Immagine in apertura: Michelangelo Merisi da Caravaggio, Boy Bitten by a Lizard c. 1597/98 , Florence, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi]