L’arte “magica” di Salvador Dalí incanta Mosca

29 gennaio 2020

Project for "Mad Tristan", 1944 - Gala-Salvador Dalí Foundation. © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, UPRAVIS, Moscow, 2019. Image rights of Gala and Salvador Dalí reserved. Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2019. Photo by Robert Whitaker

Qual è il lascito dello sguardo acuto e visionario di Salvador Dalí? In quale modo le immagini generate dalla sua mente sono riuscite a farsi strada nella cultura visiva contemporanea, plasmando i linguaggi del cinema, della moda, del design e della comunicazione? A riflettere sulla sua eredità, sul suo spirito innovatore e sulla capacità di anticipare tensioni e temi dell’arte dei giorni nostri è una mostra appena inaugurata a Mosca: fino al 25 marzo prossimo, consentirà di ricostruire l’intero percorso creativo di un indiscusso protagonista del Novecento.

Salvador Dalí: Magic Art, allestita negli spazi della Manege Central Exhibition Hall, nella capitale russa, è l’esito della collaborazione attivata tra il Moscow Department of Culture, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e la Gala-Salvador Dalí Foundation di Figueres, in Catalogna. A curare il progetto espositivo è Montse Aguer, attuale direttrice del museo intitolato all’artista e a sua moglie. La maggior parte delle oltre 180 opere esposte provengono proprio dai due musei spagnoli; inoltre sono presenti pezzi concessi da collezioni private europee.

OLTRE 180 OPERE ESPOSTE

Il percorso espositivo, concepito per illustrare ogni fase dello sviluppo dell’artista come pittore, include dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Seguendo un criterio cronologico, dai primi paesaggi impressionisti, realizzati in gioventù, si arriva progressivamente alle iconiche tele astratte e ai lavori risalenti agli ultimi anni di vita di Dalí, scomparso nel 1989. Passando da The Invisible Man (1929-32) a Soft Self Portrait with Grilled Bacon (1941), che riflette il desiderio dell’artista di “liberarmi della mia pelle“, da Dematerialization under the Nose of Nero (1947), ovvero un’interpretazione artistica della scissione dell’atomo, fino alle ultime opere, è possibile addentrarsi nelle molteplici “stagioni” della sua produzione, nei luoghi della sua esistenza, tra movimenti e correnti di pensiero che si susseguirono nel corso del XX secolo.

Importante l’attenzione riservata a Elena Dmitrievna D’jakonova, per tutti Gala, ovvero “il filo mistico che lega l’artista alla Russia“. Moglie e musa di Dalí, a sua volta artista e scrittrice, di origini russe, è una figura sulla quale questa mostra si sofferma, dimostrandone il rilievo nella carriera del marito, che scelse di firmare alcune opere come “Gala-Salvador Dalí”. Degna di nota anche l’esposizione dell’intera serie di incisioni della Divina Commedia di Dante, un progetto al quale Dalí si dedicò dal 1959 al 1963.

[Immagine in apertura: Project for “Mad Tristan”, 1944 – Gala-Salvador Dalí Foundation. © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, UPRAVIS, Moscow, 2019. Image rights of Gala and Salvador Dalí reserved. Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres, 2019. Photo by Robert Whitaker]


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