Cinquant’anni di collezionismo italiano in mostra a Piacenza

7 febbraio 2020

Ilya Kabakov, Holiday#5, 2014, olio su tela, 100,5 x 160 x 8 cm, Collezione Ernesto Esposito (Napoli)

Collezionare arte significa dare forma a un desiderio di possesso e alla volontà di accogliere nel proprio universo un oggetto di valore in grado soddisfare il gusto personale. Ma collezionare vuol dire anche investire, “seminare” all’interno di un mercato con l’obiettivo di un profitto futuro. Entrambe le sfumature di questa pratica antichissima sono raccontate oggi nel progetto espositivo appena inaugurato negli spazi del nuovo centro culturale XNL Piacenza Contemporanea.

Curata da Alberto Fiz, e aperta fino al 24 maggio, La rivoluzione siamo noi. Collezionismo italiano contemporaneo presenta una lunga e mirata selezione di opere emblematiche del nostro presente, conservate negli archivi di diciotto collezioni d’arte tra le più rilevanti d’Italia.

I lavori esposti sono in tutto oltre 150, tra dipinti, sculture, video, fotografie e installazioni di autori quali Maurizio Cattelan, Piero Manzoni, Dan Flavin e Bill Viola. Il risultato è un mosaico variegato e trasversale, che abbraccia movimenti, stili e tendenze differenti del moderno, offrendo al pubblico una visione tanto complessa quanto approfondita su cosa voglia dire acquistare e conservare opere d’arte oggi.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Allestito su progetto di Michele De Lucchi e AMDL Circle, e diviso in otto sezioni, il percorso espositivo include le opere di grandi maestri del Novecento come Alberto Burri, Giorgio Morandi e Giuseppe Penone (presente con un intervento site specific), per poi lasciare spazio agli esiti più vicini al nostro presente, grazie a una selezione di nomi di interesse come Ghada Amer, Urs Fischer e Roberto Cuoghi.

A concludere idealmente il tragitto di visita è la sezione distaccata della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi. È qui che le opere di artisti come Ettore Spalletti, Fabio Mauri e Gregor Schneider sono poste in dialogo con i capolavori moderni raccolti dall’imprenditore e collezionista piacentino Giuseppe Ricci Oddi, nome di riferimento del collezionismo locale e nazionale.

[Immagine in apertura: Ilya Kabakov, Holiday#5, 2014, olio su tela, 100,5 x 160 x 8 cm, Collezione Ernesto Esposito (Napoli)]