Il fumetto che racconta la scena rave anni Novanta

26 Maggio 2021

Roberto Grossi, Cassadritta, Coconino Press, Bologna 2021. Immagine di copertina. Courtesy l'editore

“È ora di togliere il coperchio che copre questa città di macerie. Questa gigantesca pentola dimenticata sul fuoco a bollire… piena di rabbia covata, di frustrazioni represse, di costrizioni subite. Togliamo il coperchio. Facciamoli ballare!”. A pronunciare queste parole è Torazina, protagonista – insieme alla sua banda di amici – del nuovo fumetto di Roberto Grossi Cassadritta: un omaggio alla scena dei rave illegali degli anni Novanta.

UN FUMETTO SUI RAVE PARTY

Siamo a Roma, nel 1995. In auto, in motorino, seguendo le indicazioni di flyer e mappe approssimative, un gruppo di ragazzi decide di dare vita al primo rave illegale della primavera. A ospitare l’evento è un grande capannone in rovina situato nella periferia della Capitale: un “mostro” edilizio sottratto alla speculazione e “restituito” alla comunità. Anche solo per poche ore.

È qui che decine e decine di ragazzi arrivano da ogni angolo del territorio, con un unico obiettivo: fare baldoria fino allo sfinimento, ballare musica techno e soprattutto riappropriarsi degli spazi vuoti della città.

UN TUFFO NEL PASSATO

Edito da Coconino Press, il fumetto è una storia serrata, fatta di immagini in bianco e nero che si susseguono in maniera “cinematografica”, conducendo il lettore nel fervore di quel periodo irripetibile e vibrante. Un salto nella controcultura più autentica e profonda, e nelle aspirazioni umane e sociali di quella stagione. La domanda, a conclusione dell’ultima pagina, resta solo una: cosa rimane oggi di quella voglia spregiudicata di cambiare la città?

[Immagine in apertura: Roberto Grossi, Cassadritta, Coconino Press, Roma 2021. Immagine di copertina. Courtesy l’editore]