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Cinque fotografe italiane raccontano l’identità femminile

13 dicembre 2018

Paola Agosti, ​​Roma, 8 marzo 1977 © Paola Agosti

Spazio alla fotografia al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, dove ha appena preso il via un nuovo progetto espositivo. Con la collettiva Soggetto nomade Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane, 1965-1985: Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Marialba Russo, curata dalla direttrice Cristiana Perrella e da Elena Magini, il museo d’arte contemporanea della Toscana accende i riflettori sulla scena fotografica nazionale, prendendo in esame cinque autrici e 20 anni di produzione artistica e di storia del Paese.

L’arco temporale analizzato comprende infatti fasi di profondo cambiamento dell’Italia; si tratta di anni considerati dalle curatrici “di transizione, dalla radicalità politica all’edonismo, anni di piombo ma anche anni di grande partecipazione e conquiste civili, dovute principalmente proprio alle donne, e alle battaglie femministe“. I cinque punti di vista scelti consentono di restituire la soggettività femminile da angolazioni diverse e varie modalità di racconto, dando vita a un itinerario visivo che testimonia quanto il medium fotografico sia stato – e continui a essere – “strumento per eccellenza per rappresentare una nuova centralità attribuibile al corpo della donna e alle sue trasformazioni, alle esperienze personali e ai vissuti familiari, al rapporto tra memoria privata e storia collettiva“.

Nelle opere della fotografa genovese Lisetta Carmi – classe 1924, fino al 3 marzo prossimo è in mostra nella Capitale, con una grande antologia ospitata negli spazi del Museo di Roma in Trastevere – a conquistare l’attenzione sono gli straordinari ritratti dei travestiti che popolavano la sua città natale: per loro la femminilità resta un’aspirazione.
Più direttamente riferibile alla presenza femminile nella vita culturale del Paese sono i lavori di Elisabetta Catalano. Scomparsa nel 2015, è considerata la “testimone d’eccellenza” della vita degli artisti e dei personaggi della letteratura e dell’arte che hanno attraversato la storia italiana a partire dagli anni Settanta ai giorni nostri.
L’obiettivo di Paola Agosti, fotografa indipendente nata a Torino nel 1947 che ha a lungo viaggiato in Europa, Sud America, Stati Uniti, Africa, si è soffermato sulle lotte e sulle azioni del movimento femminista, come documentato dalla mostra pratese.
Con le opere selezionate tra i lavori della palermitana Letizia Battaglia lo sguardo si sposta sulle donne e sulle bambine della sua Sicilia, sfigurata dalla mafia. Si resta nel Meridione con lo sguardo della napoletana Marialba Russo, le cui fotografie rivelano uomini che, in occasione del Carnevale, assumono l’identità femminile nei piccoli centri della Campania.

Impiegando un titolo esplicitamente riferito alla raccolta di saggi di Rosi Braidotti Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità, edita da Donzelli nel 1995, la rassegna riunisce oltre 100 scatti, capaci di tratteggiare un quadro composito dell’identità femminile e sui suoi sconfinamenti, svincolato da preconcetti e stereotipi.
In parallelo, al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci verrà esposta anche Triumph, l’installazione dell’artista polacca Aleksandra Mir composta da 2.529 trofei. Questo “monumento” alla cultura sportiva amatoriale e al patrimonio della storia popolare italiana entra a far parte della collezione del museo toscano in occasione del suo trentennale.

[Immagine in apertura: Paola Agosti, ​​Roma, 8 marzo 1977 © Paola Agosti]


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