Artiaco e la sua Napoli in una galleria che sembra un museo

27 novembre 2012


Prendi un palazzo storico nel cuore di Napoli, saloni finemente affrescati, 600 metri quadrati di spazio espositivo. Prendi una personale di Liam Gillick, quasi una preparazione alle prossime lezioni che l’artista terrà alla Columbia University. E prendi, come pendant, le dodici Pyramids dell’americano Sol LeWitt: sculture realizzate negli Anni ’80 e mai esposte prima in Italia. Convinti di trovarvi in un museo? Quasi. Si tratta della nuova sede della galleria di Alfonso Artiaco.

Freschi di inaugurazione i nuovi ambienti della galleria, sospesi su Spaccanapoli: Palazzo Principe Raimondo De Sangro, oggetto di restauri recenti, diventa nuovo punto di riferimento, in città, per il contemporaneo. Una galleria che sembra, dalle sale ai magazzini fino all’appartamento a disposizione per le residenze d’artista, un vero e proprio piccolo museo. Somiglianza, questa, cercata e voluta da un numero sempre maggiore di grandi gallerie italiane.

Conterranea di Artiaco è Lia Rumma, che per la sua succursale milanese ha scelto di puntare … in alto. Dalla terrazza appoggiata sul suo cosiddetto “cubo” di via Stilicone, zona Maciachini, si vede nei giorni più tersi l’arco delle Alpi: tre piani di spazi luminosissimi, che hanno accolto nomi del peso di Marina Abramovic e Anselm Kiefer. Atmosfera più tradizionale ma altrettanto imponente in via Tadino: una storia lunga quasi mezzo secolo accompagna lo Studio Marconi, ora Fondazione.

Se si tratta di fare le cose in grande i big certo non si sottraggono: piccoli musei sono la sede romana di Gagosian e quella meneghina di Lisson, mostri sacri del mercato internazionale. Il fascino di spazi ampi e allestimenti ariosi conquista anche piazze erroneamente considerate meno vivaci: è dal 1968 che, a Verona, è attivala Galleria dello Scudo, spazio imprescindibile per la cultura nella città scaligera.