TEFAF raddoppia: missione Cina

20 marzo 2013


A passeggiare per i padiglioni di TEFAF sembra che la crisi economica sia lontana anni luce. Numeri da record, a Maastricht, per la più importante fiera internazionale dedicata all’arte antiquaria: un appuntamento che si rinnova per il ventiseiesimo anno, e che arriva a sfiorare per questa edizione il numero ragguardevole di trecento gallerie partecipanti, in rappresentanza di ventidue diverse nazioni. Sono, per la precisione, 288: trenta in più rispetto all’anno passato.

Tredici gli operatori italiani: la fiorentina Tornabuoni punta sull’arte del Novecento, proponendo Picasso, Vedova, Mirò e Tamara de Lempicka; la Galleria Cesare Lamprotti di Roma ribadisce la propria specializzazione negli old masters presentando, tra gli altri, un importante Orazio Gentileschi. Prima volta in Olanda per la milanese Rita Fancsaly Gallery, punto di riferimento per il design italiano: da Scarpa a Mollino, passando per Giò Ponti

Un’esposizione labirintica, suddivisa in quasi trenta diverse sezioni: a svariare tra arte antica e antiquariato in senso stretto – arredamento, in primis; passando poi per design, arte moderna e gioielleria. Nei dieci giorni della fiera, tra il 15 e il 24 marzo, si attendono non meno di 80mila visitatori: tanti erano stati nell’edizione 2012; a dimostrazione della rinnovata attenzione del mercato nei confronti dell’arte del passato, considerata forma di investimento più sicura rispetto a immobili e borsa.

Non è un caso, dunque, che TEFAF stia pensando di raddoppiare il proprio impegno: puntando, naturalmente, ad aggredire il mercato più vitale del momento. Quello cinese, primo per volume di affari in materia d’arte a livello internazionale: già avviati i contatti per una trasferta pechinese della fiera, da tenere nel prossimo 2014. Un’avventura elaborata in collaborazione con Sotheby’s, tra le principali case d’aste al mondo.


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