L’epopea del Fiandre al Museo del Ciclismo

5 luglio 2013


Non si tratta solo di sport. Ma di un evento che racconta l’identità di una delle zone più affascinanti d’Europa. La sua gente, le sue tradizioni, i suoi saperi e – perché no – anche i suoi sapori. Il Giro delle Fiandre, corso la prima volta nel 1913, è tra le corse ciclistiche più celebri, amate e difficili al mondo. Una competizione aspra e insieme generosa di emozioni, proprio come la terra che la ospita: severa nelle guglie gotiche della cattedrale di Bruges, rigogliosa nel verde dei prati spazzati dal vento.

Per capire la magia del Fiandre e percepirne l’essenza esistono solo due modi. Il primo: raggiungere il Belgio ogni prima domenica di aprile e assistere alla gara, naturalmente. Il secondo: visitare dal 6 luglio al 1 settembre il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo a Magreglio, nella spettacolare cornice del Lago di Como. Dove va in scena la mostra fotografica con cui Angelo Ferrillo ha documentato, grazie all’assist fornito dall’evento sportivo, l’anima di una terra unica.

Tutto in una giornata, tutto in duecentocinquanta chilometri. Le insidie di un tracciato dove sono frequenti i passaggi sul ciottolato e le salite più granitiche; un’avventura da atleti consumati, veri e propri eroi contemporanei. Nel diario per immagini raccolto da Ferrillo si susseguono colori ed emozioni, volti ed emozioni; un documento unico, capace di ricostruire con rispettosa fedeltà un’atmosfera di rara magia e inarrivabile suggestione.

Tra cronaca e costume. Il reporter Angelo Ferrillo, collaboratore dell’agenzia La Presse, ha testimoniato negli ultimi anni eventi e appuntamenti tra Milano e il resto d’Italia; elaborando al tempo stesso progetti di ricerca volti a indagare con sguardo nuovo ambiti diversi della società contemporanea. Tornando – è il caso di dire: ciclicamente – alla passione per il mondo della bicicletta. Incontrando Fabrizio Macchi, campione paraolimpico, e la leggenda Freddy Maertens; arrivando alla mitica Eroica, che migliaia di amatori corrono sulle strade bianche della Toscana.