Non solo letteratura: la storia di Enzo Sellerio, fotografo

31 ottobre 2016


Enzo Sellerio, fondatore dell’omonima casa editrice siciliana, è al centro della mostra Fermo Immagine, che aprirà al pubblico il prossimo 4 novembre all’AIM- Alinari Image Museum, al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto di Trieste.
Oltre ad aver dato il proprio nome a una delle più famose realtà editoriali italiane – complice lo straordinario successo dei romanzi di Camilleri – Sellerio è stato tra le voci più importanti della fotografia nazionale nel secondo dopoguerra.

Anzi, proprio la forma del reportage – anche “minimalista”, come lo definiva lo stesso Sellerio – ha contribuito a far conoscere al mondo l’immagine sociale dell’Italia. In particolare, il soggetto principale degli scatti di Enzo sarà la sua Sicilia, raccontata in bilico tra secolari tradizioni e la spinta della globalizzazione, nell’arco di mezzo secolo.
All’impostazione neorealista del fotogiornalismo, Sellerio preferirà quella del narratore per immagini, come spiegato da Carlo Bertelli in un contributo presente a catalogo: “È stato anche un narratore ricco di humor, che invita a cogliere la stranezza surreale di certe occasioni. Mai chiedendo ai personaggi di recitare, bensì cogliendoli di sorpresa nella loro naturalezza. Anche i muri recitano per lui. Lo fanno con le scritte che li ricoprono e di cui le immagini di Sellerio mettono in luce l’assurdità rispetto al contesto. Sono voci dei palazzi del potere, ma più spesso voci plebee, come in un moderno Pitré, il grande antropologo siciliano dell’Ottocento cui i Siciliani sono debitori per aver raccolto le loro espressioni autentiche“.