Architetti contemporanei, dalla Corea a Roma

6 febbraio 2017


Sono gli architetti coreani Choi Moon-gyu, Jang Yoon-gyoo, Kim Jong-kyu, Kim Jun-sung, Kim Seung-hoy e Kim Young-joon i protagonisti della mostra Sections of Autonomy. Six Korean Architects, aperta alla Fondazione Pastificio Cerere di Roma fino al 21 febbraio prossimo.
Curata da Choi Won-joon – architetto e professore associato alla Soongsil University di Seul – e da Luca Galofaro – architetto e docente presso l’Università di Camerino – l’esposizione prende in esame il lavoro di sei progettisti della Corea del Sud, appartenenti alla “prima generazione di architetti coreani non condizionati da pressioni ideologiche, e dunque liberi e capaci di esprimere completamente la propria autonomia, la propria individualità, la quale è radicata nella cultura locale, ma consapevole della ricerca architettonica internazionale.”

In un allestimento concepito dallo studio romano LGSMA – Luca Galofaro Stefania Manna e Associati, i vari interventi vengono presentati mediante sei “isole” espositive, ciascuna dedicata a un architetto. Immagini, foto, disegni e modelli testimoniano in quale modo gli autori selezionati siano riusciti ad “allontanarsi da un sistema di riferimenti e di valori prefissati, per elaborare i temi del presente attraverso le modalità, diversificate ed amplificate, del linguaggio architettonico“, come ha indicato Choi Won-joon.
A riguardo, Luca Galofaro ha inoltre specificato che “le architetture scelte ed esposte in mostra appaiono come frammenti della struttura urbana, capaci di riprodurre la complessità dello spazio pubblico circostante e di metabolizzare al loro interno l’estrema vivacità delle metropoli coreane“.