La “Dystopia” di Anne e Patrick Poirier, a Milano

21 settembre 2017


Artisti viaggiatori, agrimensori di siti e scopritori di civiltà arcaiche, religioni e culture“: dal 1967 la coppia di artisti francesi formata da Anne e Patrick Poirier lavora in formazione congiunta. In questi anni il duo ha preso parte ai più importanti appuntamenti di settore a livello internazionale – tra cui la Biennale di Venezia (nel 1976, nel 1980 e nel 1984) e documenta VI a Kassel (1977) – e prestigiose istituzioni, come il Centre Georges Pompidou di Parigi e il MoMA di New York, hanno esposto le loro opere.
Dal 21 settembre al 20 dicembre, Anne e Patrick Poirier sono quindi protagonisti della personale Dystopia, presentata dalla Galleria Fumagalli e allestita nel suo spazio espositivo milanese. Per l’occasione vengono esposte creazioni inedite, sviluppate secondo la ricerca che il duo sta conducendo negli ultimi anni sui siti dell’antica Mesopotamia, nei territori attualmente occupati da Iraq e Siria.

La Dystopia evocata nel titolo della mostra si rifa a un termine coniato a fine Ottocento, in contrapposizione al concetto di utopia. Gli artisti si riferiscono così a “una società fittizia nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate agli estremi mettendo in evidenza gli aspetti negativi e distorsivi”. A questa visione, il duo affianca “modelli inventati, incarnazioni di forme di civiltà immaginabili ma artificiali”, come le due torri nere – Dystopia I e Dystopia II (2017) – poste in apertura del percorso espositivo.
In mostra anche Janus (2017) e The World (2017), due sculture che ritraggono le mezze teste comunicanti degli artisti, realizzate in resina nera e foglia d’oro: una modalità scelta per evocare la simbiosi tra i due e l’abbandono dei rispettivi ego a favore di una condivisione piena, nel lavoro e nella vita.
In questa occasione, vengono inoltre esposti il tappeto Hatra (2015/2016), raffigurazione di un’antica città in rovine nella regione irachena della Jazira, fotografata prima dei recenti conflitti che l’hanno parzialmente distrutta, la serie Archives (2013) e altri lavori nei quali Anne e Patrick Poirier si misurano con supporti eterogenei, dalla carta al neon fino alla stampa fotografica.