Micro e macrocosmo si incontrano, negli scatti di Yamamoto Masao

30 ottobre 2018

Yamamoto Masao, Bonsai: Microcosm Macrocosm

C’è tempo fino al 23 dicembre per visitare a Berlino Yamamoto Masao – Microcosm Macrocosm, personale del fotografo giapponese classe 1957 in corso nella sede della Alfred Ehrhardt Foundation.
Conosciuto per le sue stampe in gelatina d’argento di piccolo formato, nelle quali offre una sorta di “rielaborazione” dei ricordi del passato attraverso interventi manuali, che includono l’inserimento di una nuova identità cromatica, stesura di colori sulla superficie o altre azioni che rendono le foto degli oggetti, per questa occasione ha concepito un’affascinate installazione a parete.

In questo lavoro site-specific, l’artista integra in modo appariscente una selezione di opere di Alfred Ehrhardt con i suoi lavori, attivando “una corrispondenza fondamentale” tra la sua visione del mondo e quella del fotografo e direttore della fotografia tedesco scomparso nel 1984.
Il percorso di visita, inoltre, include fotografie della serie Shizuka – termine traducibile con “purificato”, “puro” o “immacolato” – nelle quali Yamamoto Masao ha riunito oggetti e presenze scovati nei boschi che circondano la sua casa. Si tratta di “ritrovamenti” che l’autore considera “preziosi gioielli che portano il respiro pacifico della natura interiore“. La Natura permea anche l’altra serie esposta, Bonsai, con cui l’artista riflette sia sulle qualità enigmatiche di questo universo vegetale miniaturizzato, tanto compatto da poter essere trattenuto nelle mani, sia sul mistero dell’universo, la cui immensità, invece, travolge i sensi dell’uomo. “L’occhio accumula un archivio visivo delle forme artistiche della natura“, ha affermato l’artista giapponese.

[Immagine in apertura: Yamamoto Masao, Bonsai – Microcosm Macrocosm, 2018]