La pittura al tempo di Napoleone, secondo Ingres e colleghi

10 marzo 2019

Jean-Auguste Dominique Ingres, Raffaello e la Fornarina, 1848, Columbus museum of art, Ohio: bequest of Frederick W. Schumacher

Jean-Auguste-Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone è il titolo della mostra che, dal 12 marzo al 23 giugno, animerà gli ambienti di Palazzo Reale a Milano. Un’immersione nelle atmosfere dell’epoca napoleonica, accompagnati dagli artisti che vissero un periodo complesso, tra l’Ancient Regime, la Rivoluzione francese e l’affermarsi di un nuovo classicismo.

A spiccare fra tutti è Jean-Auguste-Dominique Ingres, artefice di uno stile impareggiabile nel quale i riferimenti alla classicità convivono con richiami alla fisicità del colore, tradotto nelle pose e nelle movenze di Veneri e odalische. A lui è dedicata la parte finale dell’esposizione, che conta su 150 capolavori, oltre 60 dei quali portano la firma dell’artista francese.

Concesse in prestito da alcune delle istituzioni museali e delle raccolte più celebri al mondo, le opere di Ingres, fra dipinti e disegni, alzano il sipario su alcuni snodi chiave della sua poetica ‒ dal maestoso ritratto di Napoleone alle Odalische, fino alla morte di Leonardo da Vinci. A emergere è un classicismo sui generis, che affonda le radici nelle istanze del maestro David ma che assume inedite connotazioni, sullo sfondo della Storia.

Oltre ai lavori di Ingres la mostra riunisce una serie di opere firmate da artisti del calibro di Elisabeth Vigée Le Brun, ritrattista ufficiale della regina Maria Antonietta, Appiani, Greuz, Canova, Gerard e Finelli, solo per citarne alcuni, che completano il mosaico dell’epoca di confine tra Settecento e Ottocento.

[Immagine in apertura: Jean-Auguste Dominique Ingres, Raffaello e la Fornarina, dettaglio, 1848, Columbus museum of art, Ohio: bequest of Frederick W. Schumacher]