L’antica tradizione delle bambole kokeshi, dal Giappone al MUDEC di Milano

18 maggio 2019

Bambole Kokeshi Giappone_For_MUDEC Milano

Il palinsesto espositivo del MUDEC – Museo delle Culture di Milano guarda a Oriente, promettendo una stagione autunnale all’insegna del Sol Levante. La mostra KOKESHI. La tradizione artigianale del Tōhoku, allestita fino al 2 giugno, regala al pubblico un assaggio della prossima stagione, gettando nuova luce su una pratica artigianale emblema della regione del Tōhoku, nel nordest del Giappone.

Piccole bambole in legno, gli esemplari di kokeshi antichi e moderni presenti in mostra provengono da collezioni private italiane e affiancano una serie di pezzi unici realizzati appositamente per questa rassegna da tre laboratori artigiani del Tōhoku, sottolineando la vivacità di una regione che intende salvaguardare e valorizzare il proprio patrimonio culturale.

Tramandata di padre in figlio, la tecnica di realizzazione delle bambole kokeshi parte dalla scelta e dal taglio dell’albero, cui seguono la lavorazione al tornio da parte del maestro artigiano e la decorazione dipinta in base alle scuole, all’epoca e all’area geografica di riferimento. L’origine delle kokeshi si fa risalire all’Ottocento e la loro diffusione si sparse dalle montagne alle città, dove ancora oggi sono attivi numerosi laboratori artigianali.

Come afferma Maria Teresa Orsi nella presentazione della mostra, queste bambole “semplici, colorate a mano in una codificata ma pressoché infinita variazione di rappresentazioni formali, costituiscono uno degli esempi più singolari dell’artigianato nato nel nordest del Giappone. Col tempo, soprattutto dagli inizi del Novecento, i kokeshi si sono diffusi in tutto il Giappone, trasformandosi talvolta in semplici oggetti ricordo (omiyage) da comprare frettolosamente e da portare ad amici e parenti, fino a che, dal 1928 circa, hanno cominciato a essere considerati prodotti da collezionare con la cura e il rispetto che si deve a un’opera d’arte”.

[Immagine in apertura: Gruppo di kokeshi in esposizione a Milano (collezione privata; foto di Karin Vettorel)]