L’arte “conflittuale” di William Kentridge a Basilea

7 giugno 2019

William Kentridge, More Sweetly Play the Dance, 2015

Si intitola William Kentridge. A Poem That Is Not Our Own la mostra che, fino al 13 ottobre, anima gli ambienti del Kunstmuseum Basel | Gegenwart, portando nel museo svizzero le opere del celebre artista sudafricano. Un focus monografico, curato da Josef Helfenstein, incentrato sulla densa carriera di Kentridge, noto in tutto il mondo per il suo linguaggio creativo trasversale e per un efficace approccio alle dinamiche politico-sociali contemporanee.

Le tematiche migratorie e uno sguardo rivolto alle vicende del Sudafrica caratterizzano l’opera dell’artista originario di Johannesburg fin dagli esordi, come testimoniato dai lavori grafici e filmici realizzati fra gli anni Ottanta e Novanta – che rappresentano uno dei nuclei chiave della rassegna elvetica ‒ per poi consolidarsi nella produzione successiva.

Questa evoluzione poetica è esemplificata dal recente intervento performativo The Head & The Load, presentato alla Tate Modern di Londra nel 2018 e al suo debutto europeo sotto forma di installazione proprio nell’ambito della mostra di Basilea. Proiezioni filmiche, giochi di ombre e un ensemble di ballerini che azzera i limiti di genere compongono un’opera incentrata sul ruolo, scarsamente conosciuto, dell’Africa nell’ambito della Prima Guerra Mondiale.

Una riflessione sull’idea di conflitto sociale e politico è il fil rouge della ricerca di Kentridge, come dimostrato da interventi quali Sophiatown o da alcuni lavori basati sull’uso dell’immagine in movimento, a riprova del talento trasversale e sfaccettato dell’artista.

[Immagine in apertura: William Kentridge, More Sweetly Play the Dance, 2015]