La bellezza perduta di Mosul, Palmira e Aleppo rivive a Bonn

30 agosto 2019


La fragilità del patrimonio artistico, architettonico e archeologico mondiale è una condizione ormai ampiamente riconosciuta. Eventi catastrofici non prevedibili o arginabili, così come guerre e contrasti tra popoli, hanno provocato la distruzione o il parziale danneggiamento di preziose testimonianze risalenti ad antiche civiltà, oltre a gravi perdite umane.

Dopo il debutto all’Institut du monde arabe, a Parigi, la mostra From Musul to Palmyra. A Virtual Journey through the World’s Cultural Heritage prosegue il proprio itinerario espositivo negli spazi della Bundeskunsthalle, a Bonn. Nell’impossibilità di raggiungere alcune delle più straordinarie destinazioni del mondo arabo di persona, a causa di conflitti ancora in corso, del precario equilibrio politico degli Stati di appartenenza o delle ferite inferte al loro leggendario patrimonio culturale, il progetto espositivo punta a tenere in vita la memoria di questi luoghi.

Le quattro sezioni della mostra sono dedicate ad altrettante straordinarie città. Mosul (in Iraq), Aleppo e Palmira (entrambe in Siria) e Leptis Magna (in Libia) sono balzate agli onori della cronaca internazionale per i danni inflitti alle loro storiche vestigia. Attraverso innovative ricostruzioni, spettacolari animazioni, proiezioni in grande formato e approfondimenti, il percorso espositivo illustra le ragioni della grandezza e unicità di queste destinazioni, dando vita a un viaggio nel tempo e nella storia.

Oltre a far accrescere la consapevolezza collettiva in merito alle drammatiche conseguenze dei conflitti, a ogni livello e anche in ambito culturale, con l’ausilio di modelli e di strumenti virtuali di ultima generazione, l’esposizione racconta la storia di ciascun sito e ne documenta le peculiarità. Incentivando gli sforzi per la protezione dell’eredità del nostro passato.

[Immagine in apertura: Stage of the theatre with the statue of one of the dioscuri, Leptis Magna, Libya 2001 © IMA / MEUNIER]