A Bologna, arte e scienza si tengono per mano

2 gennaio 2020

Allestimento mostra U.MANO, Fondazione Golinelli, Bologna

Progettato dallo studio Mario Cucinella Architects e inaugurato nel 2017, il Centro Arti e Scienze Golinelli è stato temporaneamente “trasformato” in un tempio classico. L’occasione è la nuova mostra dell’istituzione bolognese, U.MANO – Arte e scienza: antica misura, nuova civiltà, che fino al 9 aprile prossimo analizza le potenzialità e il ruolo della mano, intesa come “elemento di raccordo tra la dimensione del fare e quella del pensare”.

Curato dal Presidente di Fondazione Golinelli, Andrea Zanotti, con Silvia Evangelisti, Carlo Fiorini e Stefano Zuffi, il progetto espositivo intende favorire una riflessione sul legame, oggi perso, tra arte e scienza. Si tratta di una “antica alleanza” – come ha spiegato lo stesso Zanotti – che “sottintendeva intuizioni della mente e opere delle mani volte alla ricerca di quella discontinuità che nutre il progresso umano”.

DA CARRACCI A PISTOLETTO

La complessità dell’impianto concettuale si riflette in un percorso che include opere di arte antica e contemporanea, installazioni scultoree, un laboratorio di gamification e, persino, un arto bionico, realizzato da una delle start-up che operano nell’incubatore-acceleratore G-Factor. Di particolare interesse la presenza del De Symmetria partium in rectis formis humanorum corporum libri, il trattato sul disegno della figura umana redatto da Albrecht Dürer e reinterpretato da un algoritmo di arte generativa.

La mostra, inoltre, attiva un parallelismo tra il Cinquecento e il Seicento e la scena contemporanea. I dipinti esposti, risalenti ai due secoli presi in esame, tra cui la Madonna col Bambino attribuita a Caravaggio, la Madonna col Bambino di Ludovico Carracci e San Giovanni Battista di Guercino, rendono attuale una fase storica in cui, proprio come ora, si è verificò uno “spostamento dell’asse antropologico”. Da segnalare, tra i vari “poli attrattivi” del progetto, la ricostruzione della Battaglia di Anghiari, opera perduta di Leonardo, “ri-materializzata” dai ragazzi dei laboratori promossi proprio da Fondazione Golinelli.

[Immagine in apertura: vista dell’allestimento della mostra U.MANO, Fondazione Golinelli, Bologna]


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