Riscoprendo Fausto Melotti e le sue ceramiche

18 Gennaio 2017


La mostra Fausto Melotti. Trappolando – in corso a Milano presso Montrasio Arte, fino al 24 febbraio 2017 – e il catalogo omonimo, pubblicato da Silvana Editoriale, offrono una lettura della produzione ceramica dell’artista originario di Rovereto nel periodo intercorso tra la metà degli anni Quaranta e gli anni anni Sessanta.
In particolare, il percorso espositivo – curato da Sara Fontana e Ruggero Montrasio – proponendo anche opere opere mai esposte prima riesce a testimoniare la rinascita artistica e creativa dell’artista al termine della seconda guerra mondiale. La distruzione del suo studio di Milano lo incoraggiò verso la produzione di ceramiche e di sculture in terracotta: i lavori di questo periodo, durato circa 15 anni, riscossero un inatteso successo.

Nel libro Fausto Melotti. Trappolando si susseguono saggi di Ilaria Despina Bozzi, Sara Fontana, Lorenzo Fiorucci, Marco Tonelli, le interviste di Ilaria Despina Bozzi, Adelaide Santambrogio. L’analisi offre un contesto storico-artistico alla mostra milanese: prendendo avvio dagli anni Trenta e dall’esperienza della IV Esposizione Triennale internazionale delle arti decorative e industriali moderne di Monza, la trattazione in volume arriva anch’essa agli anni Sessanta.
Il catalogo si sofferma anche sulle Triennali Milanesi, sulle partecipazioni alle mostre internazionali dedicate al design e arti applicate e sulle collaborazioni di Melotti, in primis con Gio Ponti ma anche con Studio BBPR, Ico e Luisa Parisi, Giampiero Aloi, Sandro Angelini, Melchiorre Bega, Carlo De Carli, lo studio Figini-Pollini, Gigi Gho, Franca Helg e Angelo Mangiarotti.