Un libro sull'”alfabeto” dei vecchi videogame

19 Febbraio 2020

Arcade Game Typography, Read Only Memory, cover

Molti di noi davanti ai videogiochi hanno passato buona parte dell’adolescenza: interi pomeriggi spesi di fronte allo schermo, alle prese con avventure in mondi fantastici e combattimenti all’ultimo respiro. Eppure, in quelle interminabili scorribande virtuali, c’è un dettaglio a cui forse non abbiamo prestato abbastanza attenzione: il lettering usato all’interno di ognuno di questi videogame. Alfabeti coloratissimi e pieni di personalità, creati da programmatori abilissimi, capaci di dar vita a esperimenti tipografici precisi, accattivanti e assolutamente leggibili, nonostante gli scarsi mezzi offerti dalla tecnologia di allora.

A celebrare l’inventiva e la fantasia di questi geni dell’era (pre)digitale è oggi un nuovo libro, uscito per la piccola casa editrice inglese Read Only Memory – dal 2012 specializzata nella pubblicazione di volumi legati alla storia dei videogiochi.

ALFABETI A COLPI DI PIXEL

Arcade Game Typography – questo il titolo del volume, curato da Toshi Omagari, type designer presso lo studio Monotype (nell’immagine in apertura la copertina) – esplora le forme tipografiche più iconiche degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, raccogliendo nelle sue quasi 300 pagine ben 250 alfabeti selezionati da giochi celebri e meno noti. Il risultato è una “carrellata” di lettere e font che, con appena pochi pixel a disposizione, sono riusciti a farci sognare, restando impressi nella nostra memoria come simbolo della storia collettiva.

Già pubblicato in passato in formato paperback per Thames & Hudson, la nuova versione del volume (per ora soltanto in lingua inglese) è in vendita sul sito della casa editrice in edizione limitata di mille copie. Una chicca per veri “nerd”.