La Patagonia come non l’avete mai vista nei disegni di Lorenzo Mattotti

28 Settembre 2020

Patagonia. Courtesy Lorenzo Mattotti

La pittura di paesaggio ha origini ben lontane e, come ogni genere artistico storicizzato, attualizzarne il senso e la potenza semantica è un’impresa ardua già in partenza. A “sfidare” questa pratica millenaria – affermatasi in piena autonomia con i pittori fiamminghi del Seicento – è oggi uno degli illustratori italiani più amati e rinomati al mondo: Lorenzo Mattotti, autore di un nuovo progetto espositivo che punta i riflettori sulle relazioni tra medium artistico e territorio.

Dopo l’esposizione dello scorso anno dedicata alla ventennale collaborazione con la rivista The New Yorker, e dopo la consacrazione nell’ambito dell’animazione con il film La famosa invasione degli orsi in Sicilia, l’artista bresciano (classe 1954) torna a far parlare di sé con Patagonia: la nuova rassegna dedicata all’omonima serie di opere realizzate in seguito al suo viaggio on the road nell’America meridionale.

LA PATAGONIA DI LORENZO MATTOTTI

Curata da Melania Gazzotti negli spazi di Mutty – nel centro storico di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova –, la rassegna presenta decine di immagini tratteggiate dall’artista nei mesi successivi alla sua escursione da Buenos Aires alla Terra del Fuoco. Visitabile dal 5 ottobre al 28 novembre, la mostra racconta le suggestioni di quella esperienza (condivisa con l’amico e scrittore argentino Jorge Zentner), accompagnando il pubblico all’interno di un percorso fatto sì di ritratti di montagne e steppe dalla forte potenza visuale, ma soprattutto di “luoghi” emozionali e sensoriali che trascendono i limiti della pura spazialità.

Laggiù mi sono confrontato con spazi, distese che mi hanno enormemente scosso”, racconta Mattotti. “È lo spazio a perdita di vista, lo spazio infinito, dove l’armonia delle forme dà profondità. Ho cercato di ricostruire questo, di ricostruirlo a memoria. Con l’aiuto del pennello ho cercato di ritrovare l’armonia dello sguardo che avevo sentito mentre viaggiavo. Era una specie di musica. Sei mesi dopo ho trovato un album di carta orientale, e ho iniziato a disegnare una sorta di spartito paesaggistico. Ho cercato di ritrovare questa musica delle forme, ho cercato la mia Patagonia dalla Patagonia che avevo attraversato”. Esposte in forma di serigrafie, le opere sono accompagnate dal prezioso taccuino di viaggio e da alcuni disegni originali a colori.

LE OPERE IN MOSTRA

[Immagine in apertura: Patagonia. Courtesy Lorenzo Mattotti]