Il parco divertimenti abbandonato di Berlino diventerà un luogo per l’arte

11 Gennaio 2021

Lo Spreepark di Berlino ripreso da un drone. Photo by Jaromír Kavan on Unsplash

Quella dello Spreepark è una delle storie più affascinanti di Berlino. Una storia di successo e decadenza, che merita di essere raccontata. Inaugurato nel 1969 come luogo destinato all’intrattenimento della DDR, la Repubblica Democratica Tedesca, il parco diventa una vera e propria “mecca” del divertimento durante gli anni della Guerra Fredda. Un luogo di svago, esteso su circa diciotto ettari di terreno all’interno di un’area verde vastissima, circondata da boschi e situata sulla sponda del fiume Sprea.

Alla sua nascita il successo è enorme, complice anche il clima di instabilità politica che regna al di là dei suoi cancelli. Circa 1,5 milioni di visitatori corrono ogni anno per ammirare la straordinaria scenografia del luna park, e soprattutto per provare le coloratissime giostre in esso presenti: una su tutte, la ruota panoramica alta 45 metri, attrazione chiacchieratissima in tutta la Germania dell’Est.

FASTI E DECADENZA DELLO SPREEPARK

Eppure la storia si presenta sull’uscio, battendo i suoi colpi, chiedendo di entrare. Il muro di Berlino crolla, nel 1989, smascherando l’aspetto spartano e i limiti del luogo (neanche lontanamente paragonabile ai competitor occidentali). Da quel momento in poi le presenze di pubblico calano drasticamente, portando via via l’intera struttura al fallimento e all’abbandono. Nella morsa del degrado, lo Spreepark riapre negli anni Novanta, seppur con un’area destinata ai giochi decisamente ridotta. È qui che il luogo passa nelle mani di Norbert Witte, ambizioso giostraio che si aggiudica l’appalto con l’intento di trasformare il vecchio “monumento” nel più grande parco di divertimenti della Germania unita.

Nonostante le intenzioni gli affari non vanno come sperato. La città di Berlino impone infatti restrizioni per tutelare l’area verde della zona: i vincoli paesaggistici limitano non di poco le attività, e la cattiva gestione dell’immobile contribuisce al suo fallimento definitivo. Da quel momento in poi la storia del parco diventa una storia fatta di debiti e vicissitudini legali che annientano ogni sogno di sviluppo, trasformandolo in un luogo fantasma.

Ormai inutilizzato, se non per raduni illegali e party techno abusivi, agli inizi degli anni Duemila il sito è messo in sicurezza con un’alta recinzione, e solo nel 2014 la società statale Grün Berlin si decide a mettere sul tavolo un progetto completo: un intervento di rigenerazione in grado di coniugare arte e natura, che riporti lo Spreepark a nuova vita, nel segno della cultura e della partecipazione.

IL NUOVO PROGETTO

Esteso attualmente su una superficie di 22 ettari, il parco sarà presto trasformato in una sorta di centro polifunzionale con edifici destinati a mostre, residenze e laboratori per la comunità. Costato circa 45 milioni di euro, il progetto – portato avanti con un approccio del tutto innovativo – sarà inaugurato a più riprese, a partire dal 2022. Nel 2024 sarà aperta nuovamente al pubblico l’iconica ruota panoramica, simbolo del parco, trasformata grazie a una open call che guarda a progetti in grado di coniugare l’affascinante e tortuosa storia del luogo alla bellezza della natura circostante.

I lavori di rigenerazione dovrebbero essere ultimati nel 2026. Sarà solo allora che lo Spreepark potrà lasciarsi alle spalle le rocambolesche vicende del passato, inaugurando un nuovo capito della sua storia.

[Immagine in apertura: Lo Spreepark di Berlino ripreso da un drone. Photo by Jaromír Kavan on Unsplash]