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Freespace: ecco come sarà la Biennale Architettura del 2018

5 marzo 2018

Le progettiste irlandesi Yvonne Farrell e Shelley McNamara, scelte nel gennaio 2017 come curatrici della 16. Mostra Internazionale di Architettura, e il Presidente della Biennale Paolo Baratta hanno annunciato nei giorni scorsi i dettagli e i protagonisti dell’atteso appuntamento internazionale.
Dopo la presentazione del tema Freespace e delle sue linee guida, le fondatrici dello studio Grafton Architects hanno svelato la lista dei partecipanti alla mostra centrale della Biennale Architettura 2018, al via il 26 maggio prossimo.

Nel percorso espositivo, come sempre articolato tra il Padiglione Centrale e le Corderie, i visitatori avranno l’opportunità di conoscere progetti di 71 architetti, sia singoli professionisti, sia studi associati, in rappresentanza di tutti i continenti. Si tratta di soggetti scelti esclusivamente per l’aver svolto “un lavoro importante nei termini indicati dal Manifesto“. Tra loro si segnalano Cino Zucchi, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo e Benedetta Tagliabue, tre dei progettisti italiani presenti; i curatori di Biennali precedenti Alejandro Aravena, Kazujo Sejima e David Chipperfield; ancora, Odile Decq, Toyo Ito, Bjarke Ingels, Paulo Mendes da Rocha, Rafael Moneo, Alvaro Siza, Eduardo Souto de Moura e Peter Zumthor.

Abbiamo affrontato questa Mostra in qualità di architetti“, hanno precisato Farrell e McNamara, chiarendo che gli interventi selezionati rilevano”invenzione e creatività alla micro e alla macro scala: edifici storici liberati dall’intelligenza degli architetti; edifici dimenticati rivisitati e riportati alla vita; tipologie trasformative dell’abitare; necessità infrastrutturali tradotte in strutture pubbliche e civiche“.

Ad affiancare Freespace ci saranno due “sezioni speciali”: Close Encounter, meetings with remarkable projects, nella quale confluiranno lavori di ulteriori 16 studi “che nascono da una riflessione su progetti del passato“; in The practice of teaching l’attenzione si focalizzerà invece sull’insegnamento architettonico, con testimonianze – tra gli altri – di studi come Kéré Architecture, Mario Botta Architetti e Aires Mateus.

Nel complesso saliranno a 65 le partecipazioni nazionali, distribuite tra i Padiglioni dai Giardini, gli spazi dell’Arsenale e il centro storico di Venezia. Oltre alla Santa Sede, con l’attesissimo “padiglione diffuso” sull’Isola di San Giorgio Maggiore curato da Francesco Dal Co, altri sei Paesi debutteranno alla 16. Mostra Internazionale di Architettura: Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Mongolia e Pakistan.
Arcipelago Italia è il progetto che rappresenterà l’Italia, coordinato dall’architetto Mario Cucinella.

Due i progetti speciali annunciati: gli architetti Sami Rintala e Dagur Eggertsson svilupperanno un’installazione per Mestre; Christopher Turner e Olivia Horsfall Turner, alla Sale d’Armi dell’Arsenale, cureranno il Progetto Speciale al Padiglione delle Arti Applicate, dedicato quest’anno al social housing.
Sono stati inoltre confermati il programma Biennale Session, giunto al nono anno consecutivo, e il ciclo di conversazioni Meetings on Architecture. Prevista, infine, una giornata di studi sul tema dell’architettura negli archivi, promossa dall’Archivio Storico della Biennale.


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