Presto all’asta un Monet da 40 milioni di dollari

19 Aprile 2021

Claude Monet, Le Bassin aux Nymphéas. Courtesy Sotheby's

Era il 1883 quando Claude Monet, maestro di riferimento dell’Impressionismo francese, decise di fare sua una vecchia casa colonica nei pressi di Giverny, piccola località nella regione della Normandia. Una volta acquistata, l’artista vi si trasferì con tutta la famiglia, vivendoci per più di quarant’anni e dedicandosi – fino alla sua morte – alla pittura e alla cura del proprio giardino.

LE NINFEE DI MONET

Proprio dalla profonda passione per questo “angolo” di paradiso nascono le celeberrime Ninfee, la serie di opere ritenuta l’ultimo capolavoro dell’artista. Ornamento del piccolo stagno privato, le piante galleggianti furono dipinte da Monet dagli anni Novanta dell’Ottocento ai primi decenni del XX secolo. Anche quando ormai, quasi cieco, fu indebolito dalla vecchiaia, il pittore non smise di cercare il fascino e la poesia di quei fiori sospesi sull’acqua, nel tentativo di coglierne gli effetti luminosi e cromatici in base alle diverse ore del giorno.

I risultati di questa serie sono noti a tutti, e anche gli appassionati d’arte più distratti sono incappati almeno una volta nelle incantevoli opere en plein air di quegli anni. Tra queste, una in particolare si prepara a catturare le attenzioni di collezionisti e musei di tutto il mondo, grazie a una nuova asta che si prospetta clamorosa.

LA NUOVA ASTA DI SOTHEBY’S

La casa d’aste Sotheby’s ha infatti annunciato la vendita di uno degli esiti più belli e maestosi della serie dedicata ai fiori d’acqua: Le Bassin aux Nymphéas (Lo stagno delle ninfee), realizzato tra il 1917 e il 1919, e pronto a essere battuto al migliore acquirente con una cifra di partenza di 40 milioni di dollari.

Ritenuta una delle opere più iconiche e celebrate dell’intero movimento impressionista, la tela (grande circa 102 x 200 cm) è un’imponente raffigurazione dello stagno di “casa Monet”. In essa le piante e i fiori della dimora di Giverny appaiono in tutta la loro carica espressiva: dipinti con giochi di pennello ai limiti dell’astrattismo, i soggetti sembrano staccarsi dalla superficie dell’acqua, per dissolversi all’interno di una composizione leggerissima ed eterea. Un’opera cruciale, che esprime appieno le evoluzioni di questa serie di dipinti nel corso del tempo.

UN NUOVO RECORD?

Il grande quadro, che sarà in mostra a Taipei a partire dal 26 aprile, prima di tornare nella galleria di Sotheby’ a New York, sarà in vendita all’interno della sessione dedicata all’arte moderna e impressionista, in programma il 12 maggio. Riuscirà l’opera a battere il record di Monet del 2019, quando il dipinto I covoni raggiunse la quota di 110 milioni di dollari?

[Immagine in apertura: Claude Monet, Le Bassin aux Nymphéas. Courtesy Sotheby’s]